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Conferenza Stato-Regioni, alla Liguria la delega al demanio

Confermato il ruolo chiave della giunta governata da Giovanni Toti.

Alla Regione Liguria è stata confermata la delega al demanio nella Conferenza Stato-Regioni. «Viene così confermato il ruolo chiave che la nostra regione ha avuto in questi ultimi anni», commenta Enrico Schiappapietra, presidente regionale del Sindacato italiano balneari – Confcommercio Liguria.

«Alla luce delle posizioni espresse recentemente dall’assessore al demanio Marco Scajola e dal presidente della Regione Giovanni Toti, siamo certi che questo possa essere letto come un fatto positivo», aggiunge Schiappapietra.

Soddisfazione espressa anche dall’assessore Scajola: «Questo incarico si colloca in un momento molto delicato sul fronte della revisione della materia del demanio marittimo. Auspichiamo pertanto che si possano trovare percorsi risolutivi, condivisi con altre regioni costiere e il governo, per fare chiarezza soprattutto sul rinnovo delle concessioni a uso turistico ricreativo e in particolare sulla direttiva europea Bolkestein, che vuole mettere a gara le concessioni demaniali, in Liguria oltre 3.000 aziende su 300 chilometri di costa».

«Grazie al rinnovo dell’incarico – conclude Scajola – la Regione Liguria, insieme alla Regione Abruzzo, potrà partecipare al tavolo interministeriale per la revisione della legge sul demanio marittimo, tema particolarmente delicato, visto l’approssimarsi della scadenza 31 dicembre 2015 per le concessioni demaniali marittime».

Aggiunge il consigliere Angelo Vaccarezza, presidente della Commissione Demanio: «La notizia che la Regione Liguria resta capofila del tavolo interregionale sul demanio nell’ambito della Conferenza delle Regioni, potendo così partecipare inoltre al tavolo interministeriale per arrivare alla revisione della legge sul demanio marittimo, dà una nuova speranza di risoluzione immediata e non più procrastinabile del problema demaniale marittimo. Una riforma necessaria perché altrimenti si creerà una pericolosa situazione di vuoto normativo. Nel momento infatti in cui la sentenza della Corte di giustizia europea, prevista in primavera, dovesse esprimere parere negativo sulla proroga, rischierebbe di rendere instabili i titoli concessori già rilasciati, in quanto potrebbero essere disapplicati sia dall’autorità amministrativa che da quella giudiziaria».

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