Cna Balneari

Cna: “Riforma spiagge non metta in ginocchio 30mila imprese balneari”

Alla vigilia del voto in parlamento sul ddl concorrenza, Cna Balneari lancia un appello al governo, che sarà chiamato a emanare i decreti attuativi destinati a riformare l’attuale disciplina delle concessioni demaniali a uso turistico e ricreativo.

giochi festopolis

In particolare, Cna Balneari chiede al governo di prevedere il riconoscimento dell’effettivo valore di avviamento commerciale delle imprese al netto degli investimenti realizzati nel corso degli anni. L’associazione ribadisce inoltre la necessità che venga garantito il diritto di prelazione agli attuali concessionari, condizione indispensabile per tutelare 30mila famiglie che da decenni e decenni dedicano praticamente la loro vita alla conduzione di queste attività.

Non meno rilevante è l’indicazione di un adeguato periodo transitorio per realizzare la mappatura delle spiagge italiane dalla quale – Cna Balneari ne è certa – scaturirà l’ulteriore disponibilità di aree per nuove iniziative imprenditoriali.

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Cna Balneari

Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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  1. Ancora!!! con queste storielle! le associazioni Sindacali, ( faccio parte proprio di CNA) hanno fatto quello che hanno potuto fare, ma ancora non si è capito? Che siamo in TROICa? come ve lo devo spiegare, con il disegnino?,sono diventati patetico questi appelli” in ginocchio 30 mila famiglie, 30 mila concessioni, 30 mila sacrifici, sembriamo tutti come alle sedute degli Alcolisti Anonimi, non avete capito che i politici italiani, sono degli inetti( esclusi pochissimi) che sono attaccati agli ultimi lauti stipendi della legislatura? e quindi servi di Draghi e dell’Europa che ci sta colonizzando, ultime fermate sono o i quesiti del Presidente Pasca, oppure votare alla Meloni, che sembra che vista la moda della sinistra che parla di decreti Zan, Fluido ecc. abbia cambiato sesso, metaforicamente e che quindi si ritrovi le Palke e la Coetenza, rispetto a tanti che nel Parlamento le hanno anatomicamente, ma molto, molto Flosce….

  2. Ora, a questo punto, avendo fatto tutte le valutazioni, per la storia personale, dagli anni 2000, dopo aver affrontato ben 9 ricorsi frs TAR Lecce e CDS, e dopo comparazione con altro concorrente (art.37 cod.nav.) ed aver ottenuto concessione in Puglia, ed aver investito in 18 anni circa ,un milione di euro, in una struttura fra le più belle in Italia fra bellezza naturale e paesaggistica e allestimenti, con mio fratello, si è pensato seriamente, di richiedere cittadinanza Russa s Putin, e trasferire l’attivita In Crimea, in quanto nel rispetto dei cittadini, l’Italia è diventata semplicemente un parse di merda!!!

  3. maurizio zegna says:

    Peccato che i commenti a favore del governo e della Bolkestein non li pubblicate. Ve la cantate e Ve la suonate come pugili storditi

  4. Bisogna chiudere gli stabilimenti prima per una settimana poi a oltranza, far collassare economia turistica, così magari qualche ministro dei migliori se ne accorge, stanno prendendo per il culo tutti, ci vuole una rivolta dura in tutta Italia, certo ci andava diritto di
    Prelazione una cosa elementare ma sono solo parole parole, quando sono nei palazzi dei servi di Draghi tutti abbassano la testa non uno che si impone a questa dittatura, bisogna usare le maniere forti come hanno fatto loro

  5. I commenti a favore della bolkstein, li farai tu, che sei cugino di Ermenegildo Zegna, e allora se ti occupi di cucire vestiti, continua a fare quello, che di spiaggia ci occupiamo noi, poi se vorrai partecipare a qualche bando, portati anche ago e filo

    • I commenti a favore della bolkstein li fa la maggioranza delle persone che non sopportano i privilegi di categoria e i guadagni facili che troppa gente ha ottenuto a lungo tempo senza mai pagare il dovuto e tutto questo meccanismo perverso è stato perpetrati ai danni di noi consumatori oltre alla beffa che le nostre spiagge son divenute effettivamente oggetto di proprietà di speculatori che ora non vogliono mollare la gallina dalle uova d’oro e parlano proprio come se la spiaggia fosse la loro. Se capissero quanto sono odiati non parlerebbero a voce alta di rivoluzione perché se vi è una rivolta che andrebbe fatta è quella di una popolazione contro la corporazione più insopportabile degli ultimi anni.

      • Maredinverno says:

        Caro Andrea …a parte chiamarci speculatori e ladri nn mi sembra corretto vorrei precisare che se all opinione pubblica venisse spiegato seriamente quello che sta accadendo credo che ci odierwbbero di meno…perché se ogni giornale o trasmissione dice che siamo tutti Briatore e la bolkestain porterà tante spiagge libere…soldi a palate per i comuni da distribuire a pioggia…che I giovani avranno possibilità di lavorare e tatante altre balle è normale che appunto pensino che siamo da odiare…invece se si dicesse semplicemente che al posto mio verrà un altro e per il resto non cambierà nulla tranne forse l aumento delle tariffe credo che l opinione pubblica preferira’ sicuramente continuare ad odiare noi rispetto ad un nuovo concessionario…

      • Andrea, questo governo conta su gente come te, facilmente manovrabile o per meglio dire, impapocchiabile, pensi davvero che con la “riforma” da voi voluta, le spiagge diventeranno del popolo? Libere? Oppure con tariffe dimezzate? Meglio attrezzate, perché i futuri concessionari potranno gestirle a periodi limitati e non più come gli attuali, che le curavano, investivano, rinnovavano, sapendo che dovevano restarci? Pensi davvero che qualche “disgraziato” fra di voi, o per meglio dire, fra di noi, potrà aggiudicarsi qualche stabilimento già attrezzato, magari anche rinomato?! Se siete convinti che sarà così, allora, noi vecchi concessionari, abbiamo sbagliato tutto, e saremmo, credo tutti, PRONTI A CHIEDERVI SCUSA!!!

  6. Certo che ad intelligenza sei messo proprio bene sig Andrea, secondo te, dopo le gare, per una concessione di media 10 anni, uno che magari non è del settore, dopo aver investito, almeno 300/400 mila euro per strutture e attrezzature, ti farà pagare meno di quanto facciamo pagare noi? Sicuramente di più, e con un servizio più scadente, sei proprio un illuso, vabbè ma tanto non sei nemmeno da lido, sei da spiaggia libera, sporca, dove fai la pipì in mare e porti la pizzetta da casa.. continua così!

  7. Pensate chi verrà dopo di noi, vi regalano i servizi??? tutte le Spiaggie oggi pulite e ordinate dagli attuali balneari domani diventeranno luoghi di rifiuti a cielo aperto… Che cosa faranno gli attuali balneari?? vanno a rubare x mangiare…o vanno a casa Di Draghi???

  8. Il governo ha ottenuto quanto voleva: a) l’accettazione che vi saranno le gare , a prescindere che siano lecite, cioè se siano servizi o beni b) inesistenza della mappatura delle costa e dei fiumi c) la scadenza al 2023. Nei prossimi 6 mesi deciderà le modalità delle gare e delgli eventuali compensi agli uscenti. Il minacciato ricorso alla fiducia , VERO E PROPRIO ESPROPRIO PROLETARIO, ha fatto ingoiare questo rospo ai balneari ma ….. il bello, male per loro, deve ancora arrivare!!!!’

  9. Gare pubbliche per concessione di aree pubbliche. Mi sembra che sia abbastanza logico da capire a che per chi ha un QI basso.

  10. I nostri balneatori di stampo antico, insieme alle loro famiglie faranno la stessa fine dei concessionari del gioco lecito gestito dallo Stato.
    Sono stati derubati dei loro diritti (concessi dallo stesso Stato) e sbattuti in mezzo alla strada come delinquenti seriali.
    Naturalmente la magia della ricca mafia, ha goduto come mai era accaduto in passato,delle scommesse,di chi,magari,voleva puntare 1 euro a supporto della sua squadra del cuore.
    …e allora viva la mafia che è più capace di convincere dei privati cittadini.
    Pensate che ci sono intere città,anche della riviera,dove non si può giocare ad un gioco “lecito”gestito dallo Stato Italiano e bisogna rivolgersi al
    “Sistema One line ” con operatori…. quanto meno sconosciuti.
    Concludo augurando agli operatori demaniali della riviera di non fare la stessa fine.

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