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Barracciu: ‘Aste solo per le nuove concessioni balneari’

'La Bolkestein va applicata, ma tuteleremo le attuali imprese balneari ridisegnando la linea demaniale insieme le Regioni', ha detto il sottosegretario al turismo, secondo cui la proroga al 2020 non è stata riconosciuta dall'UE.

La Bolkestein va applicata, ma tutelando le attuali imprese balneari con un nuovo disegno della linea del demanio da concordare insieme alle Regioni. È la tesi espressa dal sottosegretario al turismo Francesca Barracciu, tirando le somme del convegno su “Prospettive in Italia e in Europa sulle concessioni demaniali marittime”, tenuto ieri nella sede nazionale della Cna a Roma. «Non c’è altro tempo da perdere. Anzi – ha affermato il sottosegretario – va recuperato tutto il tempo perso. Il nostro governo ritiene la situazione degli imprenditori balneari una priorità nazionale e la loro sorte una sfida importante, non solo per la categoria – 30 mila imprese con 100 mila addetti – ma per l’intero sistema economico, imprenditoriale e turistico italiano». Secondo Barracciu, la via di uscita per salvare le imprese balneari sta nel «delegare le Regioni a ridisegnare la linea del demanio marittimo».

Ad aprire i lavori di ieri è stato Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna: la presenza di un segretario generale e di un rappresentante del governo a un evento organizzato da un sindacato balneare è stato un fatto inedito e molto importante. «I Paesi che vincono in Europa e nel mondo – ha esordito Silvestrini – sono quelli che fanno sistema e non si dividono. La presenza oggi, nella casa delle imprese, di un’illustre rappresentante del governo, di tanti parlamentari e di tanti imprenditori è il simbolo di questa raggiunta unità. Che è indispensabile anche di fronte all’Europa. Ma se questa unità è il simbolo di una consapevolezza ritrovata, ebbene questa consapevolezza va estesa al riconoscimento e alla valorizzazione delle specificità nazionali. A cominciare dalle piccole imprese, che è una richiesta anche europea: think small first, prima pensa al piccolo, come impone lo Small business act. È il momento di valorizzare le piccole imprese, allora, anche nel settore balneare. È il momento di dare una sferzata all’intero sistema, come raccomanda ogni giorno il presidente del consiglio».

È stata poi la volta del coordinatore nazionale di Cna Balneatori Cristiano Tomei, che ha illustrato caratteristiche, problemi e potenzialità della categoria. Una categoria che, in particolare, chiede al governo di allungare la durata delle concessioni demaniali marittime per almeno 30 anni, di riconoscere il valore commerciale delle imprese balneari, di modificare i criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi.

A seguire sono intervenuti alcuni dei numerosi parlamentari di tutto lo schieramento politico presenti all’iniziativa: Sergio Pizzolante (Ncd), Manuela Granaiola (Pd), Paolo Petrini (Pd), Carla Ruocco (M5S), Ignazio Abrignani (FI), Marco Di Maio (Pd), Emma Petitti (Pd), Franco Vazio (Pd), che si sono impegnati a sostenere le ragioni dei balneatori. Quindi, il sottosegretario Barracciu per le conclusioni. Al centro del suo intervento la direttiva europea Bolkestein, destinata a liberalizzare i servizi pubblici, e la sua applicazione al settore delle concessioni demaniali.

«Non sono venuta a promettervi che non applicheremo la direttiva, perché va applicata – ha spiegato il sottosegretario – ma posso promettervi che a Bruxelles difenderemo con tutte le nostre forze i diritti delle imprese». Barracciu ha poi sottolineato il cambiamento di passo dell’attuale governo rispetto ai precedenti. «Il nostro – ha precisato – è il primo governo che va a Bruxelles a portare una proposta di sistema sulle concessioni demaniali marittime. Prima di tutto, però, dobbiamo presentare una riforma complessiva che ci renda più forti nel negoziato con la Commissione europea. Solo così potremmo tentare di strappare una congrua proroga alle concessioni, evitando l’apertura di un’infrazione e le sue conseguenze economiche e politiche. Perché la proroga al 2020 di cui si parla da anni, in realtà, non esiste. Fu approvata una legge in tal senso nel 2012, ma non è stata mai notificata all’Unione europea. Ufficialmente, non c’è».

Il sottosegretario ha, quindi, annunciato che il governo sta lavorando al riordino complessivo del sistema al fine di permettere la difesa della specificità italiana in sede europea, «perché noi non vogliamo il monopolio delle multinazionali sulle nostre spiagge. Vogliamo che sulle nostre spiagge si parlino le lingue straniere per i turisti stranieri, ma anche il sardo e il romagnolo, il ligure e il siciliano».

A margine dell’incontro, il sottosegretario ha sottolineato come Roberto Reggi, nuovo direttore dell’Agenzia del demanio, abbia dato «la disponibilità per ragionare sulla sdemanializzazione, e sta verificando esattamente quali e quanti sono i chilometri di costa che andranno a gara, per dire all’Europa che c’è una infinità di concessioni che daremo con le nuove gare. L’idea è di dare alle Regioni la delega per attivare le procedure per la ridefinizione delle linee demaniali rispetto alle concessioni balneari. Perché le Regioni? Perché ognuna ha una sua specificità, e perché il dialogo con le Regioni può essere più immediato e operativo e può decidere anche sulla base dei piani di utilizzo del litorale ,e sul lavoro che devono fare e che è in capo alle Regioni. Non c’è chiusura sulla revisione della linea demaniale».

Infine, a proposito dello ‘schema tipo’ del bando delle nuove concessioni, «saranno i Comuni a predisporre e a gestire i bandi per ogni singola concessione; questo anche perché i Comuni conoscono il territorio e gli operatori».

«Il governo spiegherà all’Europa – ha concluso Barracciu nel suo intervento pubblico – che questa situazione discende da un sistema normativo al quale vi siete attenuti. Diversa sarà la condizione di quanti vorranno entrare nel mercato: l’Italia ha migliaia di chilometri di spiagge inutilizzate, in cui saranno applicate le nuove regole. Noi chiederemo di tutelare le imprese che puntano ad aumentare qualità e valore aggiunto delle attività, rispettando l’ambiente e garantendo la sicurezza. Ma le imprese hanno bisogno della prospettiva di un congruo numero di anni davanti, per rientrare dai necessari investimenti richiesti dall’attività balnearia».

A margine dell’incontro, questo è il commento di Cristiano Tomei, coordinatore Cna Balneatori: «In Cna nazionale si è tenuta una positiva sessione di lavoro del tavolo tecnico, al cospetto delle imprese balneari e delle maggiori sigle sindacali. Questo importante lavoro tra governo, parlamento e mondo delle imprese deve continuare, per affrontare e risolvere i nodi nevralgici della riforma, tra i quali, in primis: difendere la proroga al 2020, sostenere la non scarsità del bene demaniale marittimo in quanto ampiamente disponibile e la non applicazione delle evidenze pubbliche alle attuali 30.000 imprese per le quali – in attesa della revisione in Europa della Direttiva Servizi – garantire un periodo transitorio di 30 anni. La Spagna lo ha già fatto».

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Cna Balneari

Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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