Attualità

Barnier non vuole aiutare i balneari italiani

Dall'audizione tenuta oggi in Senato dal commissario al mercato interno è emersa una posizione di completa chiusura

di Alex Giuzio

Se i balneari erano tornati pieni di entusiasmo da Bruxelles, grazie all’apertura dimostrata dai tecnici della Commissione europea (vedi questo articolo), il colloquio tenuto oggi dai rappresentanti sindacali con Michel Barnier, che si trovava a Roma per un’audizione in Senato, è stato deludente. Il commissario europeo al mercato interno ha infatti chiaramente dimostrato di non essere disponibile a impegnarsi per risolvere i problemi dei balneari italiani nei confronti della direttiva Bolkestein. Ma questo atto non significa una sconfitta: significa semplicemente che la lotta da parte dei balneari sarà ancora più dura.

E infatti i commenti contro la posizione di Barnier sono piovuti a raffica nel tam tam di Facebook, dato che chiunque ha potuto seguire in diretta l’audizione di Barnier grazie a Sky e allo streaming. Tra chi proponeva manifestazioni a oltranza e chi si infuriava contro i governanti italiani, la rabbia emersa è enorme e deve essere sfruttata.

Queste le parole esatte di Barnier: "Una giornata al mare ha bisogno di vari servizi e di sicurezza, è vero, ma il nostro modello proposto con la direttiva servizi, che impone la messa all’asta delle concessioni demaniali, non è in contrasto con tali esigenze, anzi intende assegnare la gestione di tali servizi ai concessionari, le cui competenze andranno ovviamente verificate. Ma la direttiva servizi deve essere accettata politicamente: questo non significa la fine delle concessioni demaniali, ma è ovvio che queste concessioni non possono avere durata eterna o di novant’anni; vanno invece rinnovate tramite evidenza pubblica, e la loro durata deve essere decisa dalle autorità locali a seconda delle specificità del territorio e garantendo ai concessionari il giusto ritorno economico. Ma non ci sarà automaticità nella distribuzione delle concessioni: è necessario riaprire la concorrenza, e i balneari devono accettare questo cambiamento". (per ascoltare il discorso completo di Michel Barnier, clicca qui).

In seguito al discorso, il sito del Comitato Balneari Liguria ha postato un commento laconico, ma anche saggio e speranzoso: "Barnier ha precisato senza mezzi termini la sua posizione: per le concessioni demaniali marittime si devono fare le gare d’appalto. La notizia è raggelante, ma non costituisce una sentenza definitiva e senza appello: Barnier non è l’interprete autentico della normativa Bolkestein, bensì un politico di alto livello che non conosce a fondo la realtà del nostro settore e che, in qualche misura, è condizionato dall’avere a suo tempo aperto una procedura d’infrazione nei confronti dello Stato italiano. Invitiamo alla calma, ma la posizione del commissario – alla quale farà seguito, con ogni probabilità, una posizione governativa allineata – deve chiarire a ciascuno di noi che la situazione non potrà essere gestita all’italiana, e che, per essere corretta, deve essere affrontata di petto, senza ritardi e con la necessaria compattezza ed energia".

Deluso e irritato anche l’avvocato e balneare Gianluca Tiozzo, che nel gruppo Facebook ‘La spiaggia si… cura’ si è sfogato così: "Anche se Barnier ci ha tenuto a non volersi definire tenocrate europeo, il contenuto del suo intervento non può che farlo catalogare in quel senso. Il fatto che si permette pure di indicare quanto deve durare una concessione e quali parametri debbano essere valutati, in uno Stato serio avrebbe gia’ scatenato una qualche reazione di protesta da parte della politica".

Probabilmente i sindacati balneari pubblicheranno i propri comunicati stampa a partire da domani, ma niente è più importante delle opinioni ‘dal basso’, quelle dei semplici balneari che da mesi si stanno spostando di regione in regione, e persino di Stato in Stato, per urlare a tutto il mondo di non essere disponibili a farsi portare via il proprio stabilimento balneare. E’ dalla forza di queste persone che si deve ripartire per marciare verso la deroga alla direttiva Bolkestein.

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