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Gare balneari, il bando-tipo sarà presentato il 22 ottobre

Il governo punta a uniformare le procedure di gara dei Comuni, mentre resta aperto il confronto con l'Unione europea sulla scarsità della risorsa.

Il prossimo giovedì 22 ottobre il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini presenterà in Conferenza unificata il bando-tipo nazionale per le concessioni balneari. Ad annunciarlo è stato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, intervenuto a Rimini in occasione della fiera InOut durante l’assemblea di Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti. “La questione dei balneari è attenzionata dal governo. Posso anche dare una notizia che il ministro Matteo Salvini mi ha autorizzato a dare: il 22 di ottobre presenterà in Conferenza unificata Stato Regioni il bando tipo”, ha dichiarato Mazzi

Le linee guida nazionali, destinate ad accompagnare i Comuni nelle procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime, sono attese da oltre un anno. Salvini le aveva promesse a ottobre 2025 nella stessa sala della fiera InOut.

L’obiettivo del bando-tipo è fornire alle amministrazioni un modello di riferimento comune, per evitare che le gare vengano predisposte con criteri e modalità eccessivamente differenti tra le località costiere. Il confronto si svolgerà nella Conferenza unificata, sede istituzionale che riunisce governo, Regioni e autonomie locali. Sarà quindi l’occasione per esaminare il modello predisposto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e affrontare le questioni operative legate alla sua applicazione nei diversi territori.

Mazzi ha confermato che il tema è seguito congiuntamente dai due dicasteri interessati: “Sono in costante contatto con il ministro Salvini su questa materia perché sta molto a cuore ai nostri ministeri”. La presentazione del bando-tipo si inserisce in un quadro normativo ancora caratterizzato da diversi elementi di incertezza, a cominciare dal rapporto tra la disciplina italiana e le disposizioni europee sulla concorrenza. Il governo continua infatti a confrontarsi con Bruxelles sull’applicazione della direttiva Bolkestein alle concessioni demaniali marittime. “La tematica è una tematica delicata, parte da molto lontano perché voglio ricordare che tutto quello che riguarda la direttiva Bolkestein, tutto quello che ne consegue, è un qualcosa che addirittura fa parte dei primi anni del 2000”, ha osservato Mazzi, sottolineando come l’esecutivo stia affrontando la questione fin dall’inizio della legislatura.

Tra gli aspetti sui quali il governo continua a concentrare l’attenzione figura la disponibilità delle aree demaniali, un elemento determinante nell’applicazione delle regole europee sulle procedure selettive. Secondo il ministro, una recente ordinanza della Corte di giustizia dell’Unione europea potrebbe offrire nuovi elementi di valutazione. “In questo momento c’è stata questa ordinanza della Corte di Giustizia europea che ha aperto uno spiraglio su questa tematica della scarsità o meno delle risorse”, ha dichiarato Mazzi.

A questo proposito, il ministro ha richiamato anche il lavoro svolto dal tavolo tecnico istituito presso la Presidenza del Consiglio, incaricato di approfondire la disponibilità delle aree costiere e il loro grado di occupazione. “Il tavolo tecnico della Presidenza del Consiglio ha anche fatto una mappa dell’occupato in relazione proprio a questo concetto di scarsità o meno delle risorse”.

Mazzi ha quindi fatto riferimento alla lunghezza complessiva del litorale italiano, sottolineando la necessità di considerare le caratteristiche geografiche della costa. “Mi hanno indicato un dato importante: parliamo sempre di 8mila km di coste in Italia che non sono ovviamente tutte balneabili, ma addirittura questo dato arriva a 11mila, considerato quanto queste coste sono frastagliate, le anse, le cale, le calette”.

Il tema della scarsità rimane uno dei principali punti di confronto con le istituzioni europee, poiché dalla disponibilità effettiva delle aree demaniali dipende anche l’applicazione delle disposizioni che impongono procedure competitive per l’assegnazione delle concessioni. Sul piano operativo, l’impegno del governo è rivolto alla definizione di regole che possano essere applicate in maniera uniforme dalle amministrazioni locali. Mazzi ha spiegato che l’intenzione è quella di “armonizzare la declinazione e la messa a terra anche con tutti i comuni dando delle linee guida”.

La presentazione del documento il 22 ottobre non rappresenterà comunque la conclusione del confronto politico e giuridico sulle concessioni balneari. Il ministro del Turismo ha ribadito che il governo intende continuare a sostenere la posizione italiana nel dialogo con le istituzioni europee. “Uso questa formula per farmi capire: la partita non è ancora finita, stiamo ancora portando avanti, come stiamo facendo dall’inizio della legislatura, le istanze dell’Italia e confidiamo che diciamo che di poter essere ascoltati”, ha concluso Mazzi.

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