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Bandiere Blu 2019, salgono a 385 le spiagge italiane d’eccellenza

Assegnato il vessillo che premia la qualità delle acque. Liguria si conferma regina con 30 località balneari.

Con quattro escluse e dodici new entry, salgono a 385 le spiagge italiane che hanno ottenuto la Bandiera Blu 2019, il prestigioso riconoscimento assegnato dalla Foundation for environmental education (Fee) ai Comuni balneari con le acque più belle e pulite (laghi compresi).

La 33^ edizione della Bandiera Blu 2019 è stata annunciata questa mattina nella sede romana del Cnr. Rispetto allo scorso anno non figurano più nell’elenco due località marchigiane (Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio) e due pugliesi (Rodi Garganico e Melendugno), mentre sono state ammesse per la prima volta Pisticci (Basilicata), Villapiana e San Nicola Arcella (Calabria), Anzio (Lazio), Gabicce (Marche), Maruggio (Puglia), Pozzallo (Sicilia), Imperia e Sanremo (Liguria). In totale hanno ottenuto la Bandiera Blu 2019 ben 183 Comuni italiani, per un totale di 385 spiagge (lo scorso anno erano 175 Comuni per 368 spiagge, vedi articolo). Le spiagge italiane premiate con la Bandiera Blu rappresentano il 10% del totale nel mondo.

La classifica delle regioni

La Liguria si conferma regina delle Bandiere Blu. Grazie ai tre nuovi ingressi di quest’anno (Imperia, Riva Ligure e Sanremo), sono ben 30 le località di questa regione che possono fregiarsi dell’ambito vessillo. Una distanza siderale rispetto alla Toscana e alla Campania, situate sul secondo e sul terzo gradino del podio rispettivamente con 19 e 18 località.

Seguono con 15 località le Marche, che perdono due bandiere (Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio) ma recuperano parzialmente con un nuovo ingresso (Gabicce). Al quinto posto c’è la Sardegna con 14 località, tra cui la new entry dell’isola di Sant’Antioco, mentre la Puglia scende a 13 bandiere (rispetto allo scorso anno sono state escluse Rodi Garganico e Melendugno e ammessa per la prima volta Maruggio).

La classifica prosegue con la Calabria, che sale a 11 località grazie alle due new entry di San Nicola Arcella e Villapiana. In aumento anche l’Abruzzo: con l’ingresso di Villalago, sul lago di Scanno, questa regione arriva a 10 bandiere. Seguono il Lazio con 9 (new entry Anzio), il Veneto con 8 e l’Emilia-Romagna e la Sicilia a pari merito con 7 località ciascuna (nell’isola si è aggiunta quest’anno Pozzallo). Chiudono l’elenco Basilicata (5 bandiere, new entry Pisticci), Friuli Venezia Giulia (2) e Molise (1).

I criteri della Bandiera Blu 2019

La qualità delle acque è solo il punto di partenza per la Fee. Al fine di assegnare le Bandiere Blu in Italia, infatti, la ong danese inizia esaminando i risultati delle analisi che negli ultimi quattro anni le Arpa (agenzie regionali per la protezione dell’ambiente) hanno effettuato nell’ambito del Programma nazionale di monitoraggio, condotto dal Ministero della salute e da quello dell’ambiente; ma poi «per piantare la Bandiera Blu su uno o più tratti di costa – spiega una nota della Fee – occorre incassare buoni punteggi anche in altri 32 indicatori che vengono aggiornati periodicamente. L’obiettivo, infatti, al di là del vessillo, è spingere le amministrazioni locali partecipanti a impegnarsi per risolvere e sanare nel tempo le problematiche relative alla gestione del territorio».

«Anche quest’anno – prosegue la Fee – sono stati messi sotto la lente l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, la percentuale di allacci fognari, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla riduzione della produzione, alla raccolta differenziata e alla gestione di quelli pericolosi, le iniziative promosse dalle amministrazioni per una migliore vivibilità nel periodo estivo, la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio, la cura dell’arredo urbano (piste ciclabili e zone pedonali) e delle spiagge e la possibilità di accesso al mare per tutti senza limitazioni. Non bisogna inoltre dimenticare l’azione di sensibilizzazione intrapresa affinché i Comuni portino avanti un processo di certificazione delle loro attività istituzionali e delle strutture turistiche che insistono sul loro territorio ma anche i programmi rivolti a cittadini e turisti».

Oltre alla giuria nazionale, che ha lavorato in sinergia con quella internazionale, hanno dato il loro contributo all’assegnazione della Bandiera Blu 2019 anche alcune istituzioni come il Ministero dell’ambiente, il Ministero delle politiche agricole e del turismo, il Coordinamento degli assessorati regionali al turismo, il Comando generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, l’Ispra, il Laboratorio di oceanologia ed ecologia marina dell’Università della Tuscia, la Federazione nazionale degli Ordini dei chimici e dei fisici e l’Anci, nonché organismi privati quali le associazioni di categoria dei balneari Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti e la Federazione italiana salvamento.

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