Le indiscrezioni sulla bozza del bando-tipo nazionale per le concessioni balneari non chiudono il contenzioso tra Italia e Unione europea. Da Bruxelles arriva infatti la conferma che la procedura di infrazione per la mancata applicazione della direttiva Bolkestein, già arrivata alla fase del parere motivato, rimane aperta mentre la Commissione europea continua a verificare l’applicazione della normativa italiana.
A chiarirlo è stata Siobhan McGarry, portavoce della Commissione per il Mercato interno, rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing con la stampa a Bruxelles. L’intervento arriva dopo la presentazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dello schema di bando-tipo destinato a fornire agli enti concedenti un modello per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime. La bozza prevede l’avvio delle procedure entro il 30 giugno 2027.
McGarry ha ricordato che quella delle concessioni balneari è “una questione di lunga data. Abbiamo già trasmesso un parere motivato alle autorità italiane, ma manteniamo un dialogo costante con loro. La procedura di infrazione contro l’Italia relativa alle concessioni balneari è dunque ancora in corso. Siamo in costante contatto con le autorità competenti”.
L’attenzione dell’esecutivo comunitario è ora concentrata soprattutto sull’attuazione concreta delle norme approvate dall’Italia. Bruxelles, dunque, non considera concluso il confronto sulla disciplina delle concessioni e continuerà a verificare i prossimi passaggi, comprese le procedure che saranno avviate dagli enti locali.
Sul punto la portavoce ha ricordato che è stato adottato “un decreto legge sulla base dell’intesa che le concessioni balneari sarebbero cessate entro il 30 settembre del prossimo anno. Stiamo quindi seguendo con attenzione l’attuazione di questa normativa, la quale non impedisce ai Comuni di procedere già all’organizzazione delle proprie procedure per le concessioni balneari. Pertanto, mentre monitoriamo la corretta attuazione del decreto legge, la procedura di infrazione rimane aperta”.
Il messaggio proveniente da Bruxelles è chiaro: l’adozione delle nuove regole nazionali non determina, almeno per il momento, l’archiviazione della procedura europea. Sarà l’applicazione effettiva della disciplina, anche attraverso l’organizzazione delle gare da parte dei Comuni, a essere osservata dalla Commissione nei prossimi mesi. Tuttavia il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione tiene a precisare che la dichiarazione della Commissione è “alquanto ovvia” e l’enfasi dalla dalla stampa è “strumentale”. Afferma infatti il presidente del Sib: “Alcuni giornali hanno ritenuto di dare enfasi alla risposta di ieri della portavoce della Commissione europea sulla domanda di qualche giornalista italiano sulla posizione della Commissione medesima in ordine alla bozza tipo. La dichiarazione della portavoce è stata alquanto ovvia: c’è una procedura di infrazione e c’è una interlocuzione con il Governo per chiuderla. E’ opportuno ricordare che ci sono adesso pendenti contro il nostro Paese ben 76 procedure di infrazione alle quali proprio ieri se ne sono aggiunte altre due. La più vecchia risale al 2003 (la nr. 2077/2003). Per cui l’enfasi alla procedura di infrazione è chiaramente strumentale, in danno dei balneari e soprattutto del Paese che cerca di evitare l’Armageddon del turismo italiano con decine di migliaia di gare disomogenee e conseguentemente di altrettanti contenziosi”.
Conclude Capacchione: “Serve serietà e senso di responsabilità. Non solo dei politici ma anche da parte di tutti coloro che orientano l’opinione pubblica e condizionano il pubblico dibattito”.
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