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“Balneari, la riforma va scritta insieme”: Pizzolante annuncia incontro col ministro Costa

Rinviata a lunedì 13 la conferenza con Enrico Costa a Rimini. Pizzolante: 'Sarà un'iniziativa di stampo locale per portare contributi costruttivi. Chiedere 30 anni è irrealistico'

«Quello col ministro Costa sarà un incontro di stampo locale, in cui presenteremo alla comunità riminese e romagnola il disegno di legge approvato la scorsa settimana in consiglio dei ministri per il riordino delle concessioni balneari». Così Sergio Pizzolante, deputato Ncd-Ap, precisa gli intenti dell’appuntamento organizzato a Rimini, che vedrà la partecipazione del ministro agli affari regionali Enrico Costa, annunciando anche un cambio di data e di location: a causa di impegni istituzionali, infatti, l’iniziativa è stata rimandata a lunedì 13 febbraio, sempre alle ore 17, ma non più all’American Graffiti come precedentemente annunciato, bensì all’Hotel Savoia (Lungomare Augusto Murri 13).

On. Pizzolante, e per gli imprenditori balneari delle altre regioni che sono interessati a partecipare?

«Il ministro Costa farà nelle prossime settimane diversi incontri in varie località costiere italiane, sempre allo stesso scopo: presentare alle categorie economiche locali il disegno di legge per il riordino delle concessioni demaniali marittime. Non saranno iniziative rivolte solo ai balneari, bensì a tutti gli imprenditori turistici, poiché intendiamo far capire che questa non è una battaglia corporativa bensì un progetto di valore strategico che riguarda un intero settore».

A quando, invece, un tavolo con i rappresentanti nazionali delle associazioni balneari per confrontarsi sui contenuti del decreto?

«Nelle prossime settimane a Roma. Il ministro è molto aperto ad accogliere proposte e suggerimenti da tutti, anche perché la partita vera si giocherà nella scrittura della legge. Purché si tratti di contributi costruttivi».

Eppure non tutti i sindacati di categoria sono d’accordo con questa riforma…

«Non ci sono strade alternative a quella tracciata dal ddl approvato venerdì scorso, come appare evidente sia dalla sentenza della Corte di giustizia europea dello scorso 14 luglio, sia dalle ripetute dichiarazioni della Commissione Ue. Per questo, non condivido chi afferma che nel disegno di legge sono stati fissati dei “princìpi generici”. Si tratta invece di princìpi molto impegnativi politicamente, se pensiamo che solo poche settimane fa il commissario Elżbieta Bieńkowska ha esortato a istituire le gare subito e senza alcuna rete di protezione per gli operatori esistenti. Se nonostante ciò il governo italiano ha presentato un disegno di legge in cui afferma che è necessario un periodo di transizione e che nelle evidenze pubbliche occorre riconoscere la professionalità acquisita e il valore commerciale dell’impresa, significa che si è assunto la responsabilità politica di quanto ha scritto. Che è anche la responsabilità di concludere una trattativa con l’Ue per far valere quei princìpi e trasformarli in norme».

Ma quando arriveranno queste norme?

«A meno che non avvenga una crisi di governo, abbiamo sei mesi da quando Camera e Senato approveranno la legge-delega. In questo periodo di tempo, governo e parlamento intendono aprirsi ai contributi provenienti dai rappresentanti di categoria. L’obiettivo è scrivere insieme questo decreto, attraverso un innovativo metodo di coinvolgimento degli operatori».

Chi ha criticato questo disegno di legge si aspettava almeno qualche certezza sull’entità del periodo transitorio…

«In questa fase è prematuro parlare di numeri: c’è ancora un confronto da fare in Europa. Ma allo stesso tempo posso dire con chiarezza che chiedere 30 anni a mio parere è irrealistico, perché la sentenza della Corte e l’atteggiamento dell’Ue li conosciamo».

Allora quali saranno i princìpi che guideranno il negoziato con l’Europa?

«Almeno tre: il legittimo affidamento, riconosciuto anche dalla sentenza europea del 14 luglio; l’articolo 12 comma 3 della direttiva Bolkestein, che afferma che gli Stati possono far valere questioni di interesse nazionale; e la sentenza “Laezza” di gennaio 2015 sul settore del gioco d’azzardo, che stabilisce in generale come occorra riconoscere il valore d’impresa anche al termine di una concessione pubblica. Scrivere le norme in base a queste bussole non sarà comunque facile, e per questo occorre un contributo fattivo di tutto il settore sin da subito».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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