È pronto il tanto atteso “bando tipo” nazionale, il documento destinato a definire le regole per l’affidamento delle concessioni demaniali dove operano gli stabilimenti balneari e le altre attività turistico-ricreative sulla spiaggia. La bozza del testo sarà presentata lunedì a Roma nella sede del ministero delle Infrastrutture e conterrà le linee operative entro le quali i Comuni dovranno muoversi per pubblicare i bandi pubblici. L’incontro della scorsa settimana era solo un appuntamento interlocutorio con le Regioni, ma il testo non è stato illustrato. Sono però circolate le slide della presentazione fatta dai tecnici del Mit, esaminate da Mondo Balneare, in base alle quali è possibile anticipare i contenuti della bozza. Il testo introduce criteri uniformi per le gare e definisce in modo più preciso le modalità di selezione dei concessionari.
Indennizzi e valore dei beni: come verranno calcolati
Uno degli aspetti centrali del bando riguarda la determinazione dell’indennizzo spettante al concessionario uscente. Il documento prevede che il valore sia calcolato sulla base degli “investimenti effettuati e non ancora ammortizzati negli ultimi cinque anni”. Il criterio dunque non va incontro alle richieste delle associazioni di categoria, che chiedevano il riconoscimento del pieno valore aziendale.
Il bando inoltre dovrà indicare i dati relativi alle strutture presenti sul demanio e contenere la stima dei beni su cui sarà determinato l’indennizzo. Questo meccanismo punta a garantire maggiore certezza economica nel passaggio tra gestori e a rendere più trasparente la valutazione delle strutture esistenti.
Durata delle concessioni da 5 a 20 anni
La durata delle concessioni potrà variare da un minimo di 5 anni fino a un massimo di 20 anni, secondo due criteri distinti. La prima formula terrà conto di una serie di fattori legati alla gestione e alle caratteristiche dell’attività. La seconda, invece, sarà finalizzata a garantire “il tempo necessario per l’ammortamento degli investimenti previsti dal nuovo concessionario”. In sostanza, la durata del titolo sarà calibrata sulla sostenibilità economica del progetto.
Cauzioni e requisiti economici dei concorrenti
Per partecipare alle gare sarà necessario dimostrare una reale capacità economica. I concorrenti dovranno versare una cauzione calcolata su una percentuale della somma composta da canone demaniale marittimo, indennizzo da corrispondere al concessionario uscente e valore dei beni eventualmente oggetto di cessione tra concessionario uscente e subentrante.
Si potrà partecipare al bando per ottenere una concessione solo se si dispone delle risorse finanziarie necessarie. Tra i requisiti richiesti figurano la regolare iscrizione alla Camera di Commercio o ad altro registro per attività turistico-ricreative, l’adeguata solidità economica e la garanzia bancaria attestata da almeno un istituto di credito. Il bando tipo individua anche in modo esplicito le categorie escluse dalla partecipazione: non potranno concorrere i soggetti condannati per occupazione abusiva del demanio marittimo negli ultimi due anni, gli operatori non in regola con il pagamento dei canoni demaniali e le imprese che hanno impiegato lavoratori irregolari.
L’offerta tecnica vale il 90% del punteggio
Uno degli elementi più rilevanti del nuovo sistema riguarda i criteri di aggiudicazione. La selezione avverrà secondo il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con un peso molto significativo attribuito alla qualità del progetto. Il punteggio complessivo dovrà infatti essere ripartito al 90% per l’offerta tecnica e solo al 10% per l’offerta economica.
All’interno della componente economica il 30% del punteggio sarà legato al rialzo sull’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente e il 70% al rialzo sul canone demaniale. Si tratta di un’assoluta novità, dal momento che mai prima d’ora si era discusso della possibilità di offrire aumenti sul canone, che è sempre stato determinato dallo Stato. In caso di parità di punteggio complessivo, l’affidamento avverrà attraverso un ulteriore rialzo sul canone di concessione. Questi criteri rischiano di favorire i grandi capitali con maggiori risorse finanziarie.
Criteri premianti: ambiente, innovazione e lavoratori giovani
Il bando tipo introduce anche nuovi criteri qualitativi destinati a orientare l’evoluzione del settore. Tra gli elementi valutati figurano la qualità delle strutture e degli impianti, la sostenibilità ambientale e le soluzioni “green”, l’inserimento di personale con età inferiore a 36 anni. Avranno inoltre un peso specifico i concessionari che negli ultimi anni hanno svolto l’attività balneare come fonte prevalente di reddito. Per i nuovi operatori, invece, potrà essere premiato l’impegno ad assumere i lavoratori del concessionario uscente che dipendono da quella attività come principale fonte di sostentamento per sé e per la propria famiglia.
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