Attualità

Balneari al Giro d’Italia, una protesta ignorata

Attenzione nulla per gli striscioni dei balneari: serve l'unione di forze per arrivare all'obiettivo deroga

La protesta al Giro d’Italia non ha avuto l’attenzione che si meritava. La presenza dei balneari è stata poco massiccia: sia perché a muoversi sono i soliti cento-duecento da Toscana e Liguria, sia perché le discussioni col sindaco di Seravezza Ettore Neri hanno impedito di effettuare un blocco totale della partenza che avrebbe di certo avuto più risalto sui media generalisti (vedi notizia precedente).

Invece il Comitato Salvataggio Imprese e Turismo si è limitato a mettere striscioni e a rilasciare interviste davanti all’obiettivo delle telecamere Rai. La visibilità è stata così quasi nulla, e la notizia è stata ripresa giusto da qualche testata locale. Insomma, un nulla di fatto per una protesta che voleva attirare l’attenzione dell’Italia intera sul problema dei balneari.

E pensare che i balneari hanno presidiato il Giro per ben due giorni: sia ieri alla tappa Seravezza-Sestri Levante (con striscioni anche al passaggio da Forte dei Marmi), sia oggi alla tappa Savona-Cervere. Ma finché i loro colleghi delle altre parti d’Italia non si uniranno con decisione a queste importanti iniziative organizzate da un piccolo ma valoroso gruppo, uscendo dall’immobilismo che caratterizza la categoria così come il governo che non sta facendo nulla per risolvere la questione, le evidenze pubbliche rimarranno dietro l’angolo e il disastro arriverà quando sarà troppo tardi per evitarlo.

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