Lazio

Anomalie nei bandi delle spiagge: a Ostia bloccate le concessioni

L'Anac ha rilevato alcune illegittimità nelle procedure di assegnazione messe a punto dal Comune di Roma.

Il bando per l’affidamento dei servizi di balneazione nelle spiagge libere di Ostia presenta «profili di illegittimità e anomalie». L’Autorità nazionale anti-corruzione (Anac) boccia le procedure messe a punto dal Campidoglio per il triennio 2014-2016, dopo che quelle precedenti erano state bloccate dalla stessa amministrazione comunale, gettando un’ulteriore ombra sulla gestione di chioschi e servizi sul litorale romano.

L’Anac – che ha inviato gli atti alla Procura e alla Corte dei conti – avrebbe riscontrato, tra le anomalie, «l’omessa indicazione del valore della concessione dei servizi connessi alla balneazione, l’invalidità della commissione di gara, la genericità dei requisiti di capacità tecnica e professionale richiesti così come dei requisiti di moralità».

Il bando sotto inchiesta riguardava il triennio 2014-2016 ed era suddiviso in 8 lotti, ognuno dei quali relativo a un tratto di arenile. Già ad aprile Anac aveva espresso dubbi avviando un’istruttoria. Dubbi confermati e ampliati a istruttoria conclusa: «I profili di illegittimità e le anomalie riscontrate, in una valutazione di insieme, rivelano una quantomeno non corretta, se non distorta, gestione della procedura posta in essere dal Municipio X di Roma Capitale», si legge nella delibera dell’Anac.

I ricavi

La struttura guidata da Raffaele Cantone esprime dubbi anche sui ricavi delle strutture: 1.200 euro in due anni, secondo le stime del X Municipio. Una cifra che «suscita forti perplessità» nell’Anac, visto che «la spiaggia libera di Ostia Lido è molto frequentata e si può ipotizzare che, anche per una singola stagione balneare, il ricavo per il solo noleggio degli ombrelloni e il servizio di somministrazione degli alimenti nei chioschi sulla spiaggia possa ampiamente superare il valore di 1.200 euro».

A ciò si deve aggiungere, è scritto ancora nella delibera, «che negli atti di gara relativi all’affidamento dei servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere del litorale di Roma Capitale non vi è alcuna indicazione in merito al valore della concessione». Il dato sul valore complessivo della concessione, quindi, è risultato assente, mentre quello sui ricavi è ritenuto fortemente sottostimato.

Durante la gara, tra l’altro, alcuni concorrenti furono esclusi per aver reso false dichiarazioni sul possesso dei requisiti. Ma all’Anac non è poi stata trasmessa alcuna comunicazione sulle esclusioni, che avrebbe tra l’altro consentito di inserire queste società nel casellario informatico dell’Autorità.

L’iter

Il bando precedente, varato all’epoca della giunta di Gianni Alemanno, era stato bloccato da Ignazio Marino a novembre del 2013, dopo che l’allora direttore amministrativo, l’avvocato Rodolfo Murra, aveva individuato una serie di irregolarità. La gara successiva, finita adesso nel mirino dell’Anac, era stata un percorso a ostacoli, tra ricorsi alla giustizia amministrativa e demolizioni di chioschi abusivi.

Il Municipio X, attualmente commissariato per infiltrazioni mafiose, è al lavoro per indire una nuova gara pubblica, che dovrà affidare la gestione di sei chioschi del lungomare di ponente e di quattro spiagge libere attrezzate.

fonte: Il Messaggero

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