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Anci: ‘Il decreto sta girando ovunque, perché non ce lo mostrano?’

Il delegato al demanio marittimo Luciano Monticelli sospetta strane manovre dietro all'applicazione italiana della direttiva Bolkestein

di Raffaele Delle Curti

L’Associazione nazionale comuni italiani torna ancora una volta a parlare della direttiva Bolkestein. Alle già note problematiche legate alla vicenda, questa volta si aggiunge anche un “fastidioso” elemento, definito politicamente e istituzionalmente inopportuno e scorretto, che riguarda la bozza del decreto in fase di approvazione da parte del governo Monti.

Tuona Luciano Monticelli, delegato Anci al demanio marittimo (nella foto): «Sono davvero rammaricato e sconcertato: ho appurato che la bozza del decreto, ufficialmente in fase di istruttoria da parte del governo, e all’Anci ancora del tutto ignota, gira in realtà per mani e per corridoi. Trovo la cosa inopportuna e scorretta, sia istituzionalmente che politicamente. Andrò fino in fondo per capire cosa si muove sotto questa vicenda. Colgo l’occasione per ribadire con assoluta convinzione che il recente incontro con il ministro Gnudi non ci è piaciuto affatto, perché le attuali intenzioni del governo mettono in seria difficoltà 30 mila imprese, quindi 30 mila famiglie e soprattutto mette a dura prova i Comuni e le Regioni che dovranno accollarsi l’onere di gestire questa delicatissima questione. Con la fermezza necessaria, chiederò ancora una volta l’attivazione di un tavolo di concertazione per reclamare all’Unione Europea una soluzione diversa per il nostro paese. Guardiano alla Spagna, che da tempo sta lavorando in questo senso».

L’obiettivo del delegato Luciano Monticelli è quello di dare forza, peso e univocità alla richiesta di deroga alla direttiva servizi, ormai nota come Bolkestein, ossia il provvedimento che vuole mandare all’evidenza pubblica le spiagge italiane. La ricaduta negativa che la direttiva servizi avrà sul turismo italiano sarà, in primis, il monopolio delle multinazionali con la conseguente e inevitabile scomparsa di un modello di accoglienza tipicamente italiano, oltre a possibili problematiche ben più gravi. È assolutamente necessaria, quindi, una disciplina legislativa derogatoria che dia fiducia agli imprenditori e rilanci un importante settore che, nonostante il momento di crisi, produce occupazione e rappresenta un vero e proprio volano per l’economia turistica delle città costiere e non solo.

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Anci

Associazione Nazionale Comuni Italiani

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