Attualità

Allarme Isis sulle spiagge italiane: è bufala

Secondo la Bild, quotidiano tedesco famoso per la sua informazione-spazzatura, i terroristi potrebbero travestirsi da venditori ambulanti e colpire i turisti delle nostre località balneari. Ma l'intelligence italiana smentisce.

È del tutto privo di fondamento l’allarme terrorismo sulle spiagge italiane che il giornale tedesco Bild ha lanciato ieri sulla propria copertina. Lo conferma la nostra intelligence, dopo che la notizia ha fatto il giro di tutti i media della penisola.

La Bild è un giornale che fa del sensazionalismo il suo principale escamotage per vendere copie. E infatti è uno dei quotidiani più letti in Europa, ma non per questo tra i più autorevoli, anzi: non è la prima volta che la testata pubblica delle autentiche bufale, purtroppo riprese con enfasi anche dai nostri media, colpevoli di andare dietro a questa informazione-spazzatura. «Terrorismo pianificato sulle nostre spiagge!», ha scritto il giornale in apertura, pubblicando questa evocativa immagine:

L’articolo della Bild, citando «fonti dell’intelligence italiana» non meglio specificate, ha affermato che la prossima estate gli islamisti potrebbero farsi esplodere sulle spiagge europee, «travestiti da venditori ambulanti». Obiettivi concreti degli attentatori sarebbero le spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud. I terroristi sarebbero pronti a usare armi ed esplosivo fra lettini e ombrelloni, scrive ancora il giornale tedesco, citando un alto funzionario della sicurezza tedesca che afferma: «Potrebbe darsi che in questo modo l’Isis concepisca una nuova dimensione di terrore. Le spiagge non possono essere protette».

Ma, come detto, nei nostri ambienti di intelligence si valuta come “destituita di fondamento” la notizia. Le stesse fonti italiane, divulgate dall’Ansa, sottolineano di non aver inviato alcuna informazione in merito alla possibilità che islamici travestiti da ambulanti possano farsi esplodere.

Sulla vicenda è intervenuto persino il ministro degli interni Angelino Alfano: «Non ho nessuna valutazione ulteriore da aggiungere a quella di smentita che è già stata fatta. Non vorrei ci fosse dell’allarmismo che danneggia il nostro turismo senza aggiungere nulla alla sicurezza. Stiamo lavorando molto sul piano della prevenzione attraverso intercettazioni, controlli personali, controlli di navi e di veicoli, espulsione di soggetti radicalizzati. Nessun paese è a rischio zero, ma fin qui la prevenzione ha funzionato».

Furioso anche il sottosegretario al turismo Dorina Bianchi: «Con l’allarmismo facciamo solo il gioco di Daesh. La notizia data del quotidiano tedesco Bild è stata largamente smentita dalla nostra intelligence, nel cui operato ribadiamo la nostra piena fiducia. Per questo il mio invito è a non modificare le proprie abitudini e a non cedere alla paura. Il terrorismo si combatte anche così. Per questo ci meraviglia la bufala pubblicata oggi dal Bild. I media hanno una grande responsabilità in questa partita contro il terrorismo. Notizie come questa rischiano solo di danneggiare il settore del turismo, che sta è entrato in una fase positiva».

E Coldiretti, in una nota, parla già di ingenti danni al settore turistico balneare: «Il falso allarme tedesco sui kamikaze dell’Isis pronti a farsi esplodere sulle spiagge rischia di costare all’Italia 35,7 miliardi di euro, mettendo in ginocchio il settore turistico proprio mentre si annunciavano previsioni molto positive in vista della stagione estiva. La “bufala” della Bild rappresenta una minaccia per un settore che nel 2015 ha visto i turisti internazionali spendere oltre 35,7 miliardi di euro nel 2015 per le loro vacanze in Italia, un dato in aumento del 4,4% sull’anno precedente, secondo un’analisi Coldiretti su dati del Ciset di Ca’ Foscari, dai quali emerge anche che il 95% degli stranieri che hanno visitato il nostro paese è intenzionato a tornare. Ma anche per il 2016 si annunciano previsioni positive, con ottimi risultati registrati già nel primo trimestre. L’allarme terrorismo rappresenta oggi una variabile importante nell’andamento dei flussi turistici, come dimostra il fatto che nel 2015 l’allerta attentati ha fatto cambiare la meta delle vacanze internazionali, secondo l’Organizzazione mondiale del turismo (Omt), con il taglio più pesante pari all’8% che riguarda i viaggiatori diretti verso l’Africa del nord (Egitto e Tunisia) mentre l’aumento più rilevante riguarda con un +5% l’Europa, ritenuta più sicura delle altre destinazioni, almeno fino ai recenti drammatici fatti di Bruxelles. Non è comunque la prima volta che dalla Germania giungono notizie fasulle tendenti a screditare il nostro Paese, con ripercussioni pesanti sull’economia e sull’occupazione».

Enit, intanto, alla risposta istituzionale (clicca qui per leggerla) ha affiancato una campagna social diventata subito virale. «In Italia abbiamo 7458 km di splendide coste – ha twittato Enit – Aiutateci a raccontarle con vostre foto e video utilizzando l’hashtag #azzurro». Subito migliaia di utenti sia su Twitter che su Facebook hanno raccontato la bellezza del mare italiano, talvolta aggiungendo ad #azzurro un altro hashtag: #WillkommenInItalien.

Naturalmente anche le associazioni degli imprenditori balneari non potevano esimersi dal commentare la notizia. Così Riccardo Borgo, presidente del Sib-Confcommercio: «L’allarme terrorismo sulle spiagge italiane lanciato da Bild è del tutto infondato, evidentemente è un giornale che le spara grosse: qui non abbiamo assolutamente segnali di questo tipo. Non possiamo escludere niente, ma noi siamo tranquilli. Le nostre imprese sono abbastanza piccole e quindi controllabili, direi che abbiamo tutto sotto controllo, ambulanti compresi. Infatti, i venditori ambulanti in spiaggia sono sempre quelli, alcuni li conosciamo da anni, sono “stanziali” e dei bravi ragazzi. Se arrivasse qualcuno nuovo verrebbe segnalato e identificato prima di tutto da loro, e non sfuggirebbe neanche a noi. Ora l’importante è che non passi il concetto di “untore” riferito a questi ambulanti, e soprattutto che il turismo balneare italiano non ne risenta, perché davvero non c’è motivo. Ci sono i presupposti per godersi l’estate sulle nostre spiagge nella massima sicurezza».

Per Federturismo Confindustria è intervenuto il direttore Antonio Barreca: «L’allarme della Bild è infondato, nessuna minaccia specifica è stata segnalata dai nostri servizi, né da quelli stranieri. Credo che oggi le spiagge italiane siano tra le più sicure d’Europa. Quindi, basta con le ansie ingiustificate. Realisticamente, l’Italia è uno dei Paesi più tranquilli per passarvi le vacanze al mare. Sulle nostre spiagge c’è un sistema di sicurezza capillare, un monitoraggio continuo che garantisce massima tranquillità e serenità sia ai turisti italiani che stranieri. Sappiamo che il settore del turismo è tra quelli presi di mira dai terroristi, come in genere tutti i luoghi affollati, ma sappiamo anche di avere un sistema di stabilimenti balneari unico in Europa, con una storia secolare e grande professionalità. Il nostro personale specializzato è anche attento anche alla sicurezza. I gestori degli stabilimenti conoscono ogni centimetro quadrato della spiaggia e spesso il 90% dei frequentatori, possono facilmente individuare e segnalare anomalie alle forze dell’ordine, che già controllano le nostre coste. E loro cominciano a lavorare all’alba, fino a sera».

Questo è invece il commento di Cna Balneatori: «Non è vero che le spiagge non possano essere difese: il problema della sicurezza può essere affrontato con un’azione preventiva simile a quella posta in atto da mesi presso ferrovie e aeroporti. In particolare la presenza incontrollata di venditori ambulanti può essere regolata attraverso la puntuale applicazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59). Tale decreto, al titolo X (Commercio al dettaglio su aree pubbliche), Art. 28, comma 9, prescrive che “l’esercizio del commercio disciplinato dal presente articolo nelle aree demaniali marittime è soggetto al nulla osta da parte delle competenti autorità marittime che stabiliscono modalità e condizioni per l’accesso alle aree predette”. Il commercio ambulante sulle spiagge potrebbe quindi facilmente essere limitato a soggetti autorizzati, conosciuti, che svolgano seriamente la loro attività. Dato noto assai prima dell’inizio della stagione estiva. Regioni, Comuni, Capitanerie di Porto sono quindi perfettamente in grado di determinare la presenza e l’afflusso di venditori ambulanti sulle spiagge. Il problema è tutt’altro che insolubile. Vedremo come sarà concretamente affrontato».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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