Attualità Lazio

Abuso d’ufficio su due concessioni balneari di Ostia, 14 rinvii a giudizio

Tra gli imputati ci sono un membro del clan Spada, un ex funzionario comunale e un sottufficiale della Marina.

Due stabilimenti balneari di Ostia sono al centro di una maxi indagine in merito a un presunto abuso d’ufficio in concorso, che ha portato venerdì scorso al rinvio a giudizio di 14 persone e 4 società. Tra esse c’è anche una figura legata al clan Spada

La decisione, presa dal gup di Roma Bernardette Nicotra, riguarda le concessioni demaniali marittime del lido Orsa Maggiore (nella foto d’archivio) e del Cral delle Poste, che sarebbero al centro di tentativi di decadenza poco chiari e forse legati a un giro di soldi sporchi. Si tratta dunque di un altro passo a favore della legalità e dei tanti imprenditori balneari onesti, messi purtroppo spesso in cattiva luce dagli isolati casi di malaffare legati alla località balneare romana.

Tra le persone sotto accusa c’è Armando Spada, il cugino del noto boss Romoletto e faccia del clan più vicina – stando all’accusa degli inquirenti – alla malavita presente nel litorale romano. Secondo l’inchiesta condotta dal pm Mario Palazzi, Spada sarebbe stato il socio ombra dell’azienda Blue Dream, la quale secondo le indagini sarebbe stata costituita apposta per veicolare il passaggio dell’area oggetto della questione.

Nel febbraio 2017 Armando Spada ha già incassato una condanna a 5 anni e 8 mesi per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Nel processo era stato condannato anche il funzionario Aldo Papalini, ex capo dell’ufficio tecnico dell’attuale X Municipio, anch’egli rinviato a giudizio nell’ambito di questa nuova indagine. Inoltre, tra gli imputati figura anche un sottufficiale della Marina Militare.

La prima udienza del processo è stata fissata per il 10 settembre davanti ai giudici dell’VIII sezione collegiale del tribunale di Roma.

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