Nonostante l’ultima tappa si sia tenuta ormai più di un mese fa, il Jova Beach Party continua ad alimentare polemiche. Oltre alle denunce per i gravi danni ambientali contro la flora e la fauna costiere, su cui la scorsa estate si è acceso un infuocato dibattito, a lamentarsi dei problemi provocati dal tour di maxi concerti in riva al mare ci sono anche alcuni imprenditori balneari: è infatti notizia recente che il titolare di un lido a Marina di Cerveteri, in Lazio, intende chiedere alla popstar un risarcimento economico per i mancati incassi registrati in conseguenza alla tappa laziale di Jovanotti, tenutasi il 23 e 24 luglio.
Protagonista della protesta è lo stabilimento Six Beach: «Siamo stati obbligati a chiudere la nostra azienda al pubblico in piena estate, con grossi danni al bilancio stagionale e alla nostra immagine, rispetto ai disservizi ai clienti abbonati e abituali», denunciano i fratelli Alassio, titolari del lido a Marina di Cerveteri. «Non siamo stati coinvolti nell’organizzazione e nel processo gestionale, che ci avrebbe dovuto, a noi imprese del luogo, vedere protagoniste dell’evento che ha occupato di fatto il lungomare pubblico. Ci sono stati anche tranciati i cavi lasciandoci al buio in pieno servizio nei giorni appena precedenti l’evento vero e proprio».
Si tratta di rimostranze piuttosto gravi, che se confermate, metterebbero ancora più in cattiva luce il Jova Beach Party, spacciato dalla popstar come un grande evento a tutela dell’ambiente, ma in realtà colpevole di pesanti danni ecologici acclarati da tutta la comunità scientifica nonché, a quanto pare, di gravi problemi per alcuni concessionari balneari. L’organizzazione del concerto aveva fatto sapere di avere previsto degli indennizzi economici per i lidi costretti a restare chiusi in occasione del concerto, ma il racconto dei titolari del Six Beach smentirebbe questa versione: «Continuiamo a essere fermati da amici, conoscenti e per assurdo anche da estranei (compresi esponenti politici locali) che ci chiedono se è vero che l’organizzazione del Jova Beach Party ci ha dato decine di migliaia di euro per la chiusura forzata del nostro stabilimento balneare durante i giorni in cui si è svolto il concerto a Marina di Cerveteri. La risposta è no: non abbiamo ricevuto alcun indennizzo economico! Oltre al danno, anche la beffa», affermano i fratelli Alassio.
Concludono i titolari del Six Beach: «Stanchi di questa incredibile situazione, abbiamo dato mandato ai nostri legali di agire per nostro conto, in qualunque sede necessaria, nei confronti dell’organizzazione del concerto e dell’amministrazione comunale affinché sia fatta chiarezza sui fatti e ci sia riconosciuto un congruo indennizzo per il danno economico e di immagine subito».
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