Il Bar Atù fu costruito, su progetto dell’architetto Winther, dal “bersagliere” Salvatore Biancheri nel 1918, quando, dopo la battaglia del Piave, ritornò nella natia Bordighera. Il soprannome Atù (in dialetto bordigotto Salvatore si dice Sarvatù) gli venne dato dalla Regina Margherita quando, ancora ragazzo, divenne l’aiuto cuoco nella residenza invernale dei Savoia. Nominato primo cuoco della Regina, le fu accanto fino alla sua morte, avvenuta a Bordighera nel 1926. Negli anni ‘50 venne inaugurato anche lo stabilimento balneare omonimo. Nel 2006 sono subentrati alle sorelle i due fratelli, Walter e Gianluca Vinci, che ancora oggi proseguono l’attività nel rispetto della tradizione ormai centenaria dell’Atù, con un unico obiettivo: la soddisfazione della propria clientela.











