Emilia-Romagna

Erosione costiera, 30 milioni per difendere i lidi di Comacchio e Ravenna

Regione Emilia-Romagna ed Esercito preparano nuovi interventi contro l’arretramento della costa tra Ferrara e Ravenna. Previste scogliere, ripascimenti e una duna artificiale di 500 metri a Foce Reno.

30 milioni di euro di interventi per rafforzare un tratto di costa sempre più esposto a erosione, subsidenza e avanzamento del cuneo salino. È il pacchetto di opere al centro del nuovo confronto istituzionale dedicato al litorale compreso tra le province di Ferrara e Ravenna, dove la progressiva trasformazione della costa minaccia contemporaneamente spiagge, attività turistiche, terreni agricoli, aree naturali e infrastrutture.

Il punto della situazione è stato fatto in Prefettura a Ferrara, durante una nuova riunione del tavolo interistituzionale promosso dai prefetti Massimo Marchesiello e Raffaele Ricciardi. Il confronto prosegue il percorso avviato con il vertice dello scorso febbraio, ma con l’intenzione di trasformarlo in uno strumento permanente: l’accelerazione dei fenomeni meteo-marini rende infatti sempre meno efficace una gestione basata su singoli interventi non coordinati. L’area osservata comprende il bacino del Reno, i lidi di Comacchio e le località ravennati di Casal Borsetti, Mandriole e Sant’Alberto. Un territorio particolarmente delicato, dove convivono insediamenti turistici e residenziali, la statale Romea, il poligono militare di Foce Reno, le zone protette del Parco del Delta del Po e ampie superfici agricole.

Il quadro ambientale delineato dall’Ispra evidenzia diversi fenomeni che si stanno sommando tra loro. Alla subsidenza di origine naturale e antropica si aggiungono l’innalzamento del livello del mare e la diminuzione dell’apporto di sedimenti. Gli effetti sono già misurabili: in alcuni tratti a nord della foce del Reno la linea di costa risulta arretrata di circa sette metri. Più a nord, il deterioramento degli arenili interessa anche località turistiche come Lido di Spina, mentre nell’entroterra la risalita dell’acqua salata costituisce una minaccia per la produttività agricola e per gli ecosistemi delle zone umide.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla statale 309 Romea. Alle spalle di Foce Reno esistono terreni situati tra 50 centimetri e un metro sotto il livello del mare. Secondo le simulazioni della Regione e dell’Autorità di bacino, allo stato attuale gli allagamenti associati agli eventi con tempi di ritorno centennali e ultracentennali arriverebbero comunque a una distanza compresa attorno a 1-1,2 chilometri dalla strada, grazie alla presenza di arginature interne e dune private. Proprio la continuità di queste difese rappresenta però uno dei punti da tenere sotto osservazione. Il Parco del Delta del Po ha segnalato la presenza di discontinuità nel sistema, sottolineando la necessità di rafforzare il monitoraggio e i meccanismi di allertamento precoce.

Un ruolo strategico è svolto anche dalle scogliere del poligono militare di Foce Reno, che contribuiscono a proteggere la foce e l’impianto idrovoro da cui dipende la sicurezza idraulica di Sant’Alberto, Mandriole e Casal Borsetti. Le opere rigide presentano tuttavia una controindicazione: trattenendo parte dei sedimenti che si spostano lungo costa verso nord, possono accentuare la carenza di sabbia negli arenili limitrofi. Per questo motivo, nel confronto tra gli enti è emersa la necessità di affiancare alle strutture tradizionali sistemi di difesa più morbidi e integrati.

Diversi interventi sono già programmati. Il Parco del Delta del Po realizzerà a Foce Reno una duna artificiale lunga 500 metri, per la quale le risorse economiche sono già disponibili. Ispra metterà invece gratuitamente a disposizione i dati altimetrici e batimetrici raccolti nell’ambito del progetto Pnrr Mer, permettendo di ridurre una parte dei costi preliminari di progettazione. L’istituto ha inoltre proposto di sperimentare sistemi di difesa soft parzialmente sommersi.

Sul fronte delle opere più consistenti, l’Esercito ha annunciato attraverso il 6° reparto infrastrutture di Bologna l’apertura entro l’anno di una gara per la bonifica del sedime del poligono. Tra il 2027 e il 2028 è previsto inoltre il completamento di 550 metri di scogliera. A queste opere si aggiunge un programma quinquennale da 10 milioni di euro destinato al ripascimento dei fondali e al consolidamento delle scogliere. Altri 20 milioni di euro riguarderanno direttamente la costa ferrarese. La Protezione civile regionale ha confermato interventi nel tratto che dal bagno Giamaica procede verso Lido di Spina, oltre alla realizzazione della nuova diga foranea di Porto Garibaldi, destinata a rafforzare la protezione sia della località portuale sia di Lido degli Estensi.

Il prossimo passaggio è previsto per il 22 ottobre, quando Comune di Comacchio e Protezione civile regionale approfondiranno gli interventi di difesa dal mare a Porto Garibaldi e le modifiche al Piano dell’arenile. Seguirà una nuova riunione del tavolo interistituzionale, che gli enti hanno deciso di rendere permanente con l’obiettivo di costruire una strategia unitaria per la gestione della costa e coordinare le rispettive competenze con quelle delle autorità regionali e nazionali.

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