Lunedì 5 ottobre, a Napoli, il Sindacato Italiano Balneari di Confcommercio Campania chiama a raccolta istituzioni e operatori per mettere a fuoco le questioni che tengono in sospeso centinaia di imprese balneari. Al centro ci sono regole certe, responsabilità chiare e una collaborazione reale tra Comuni, Regione e le altre autorità competenti.
L’appuntamento, in programma alle 10.30 nella sede di Confcommercio Campania (Piazza Municipio 84, Napoli), non è una semplice occasione di confronto. Arriva in un momento cruciale, con la Regione chiamata a valutare le osservazioni sul PAD e a definire indirizzi che impatteranno direttamente sull’organizzazione del sistema costiero e sulle scelte degli stabilimenti.
PAD e governance regionale: cosa cambia per le concessioni
Il convegno pone al centro il Piano di Assetto del Demanio e le scelte che la Giunta regionale dovrà prendere nei prossimi giorni. Per gli operatori la posta in gioco è alta, perché dal modo in cui verranno recepite le osservazioni dipendono certezze o incertezze su durata, criteri di affidamento e assetto futuro delle concessioni.
Il messaggio del SIB è netto: servono regole stabili, che consentano agli investimenti di avere un orizzonte prevedibile ed evitino continui rinvii e interpretazioni divergenti tra territori.
Spiagge libere e stabilimenti: il nodo servizi e accessi
Un altro nodo fondamentale dell’incontro riguarda il rapporto tra spiagge libere e stabilimenti balneari, con particolare attenzione alla gestione delle quote riservate alla pubblica fruizione (il cosiddetto 30%) e alla ripartizione delle responsabilità operative tra Comuni e concessionari. L’obiettivo espresso dal sindacato è chiarire i confini tra servizi pubblici e attività d’impresa per evitare incertezze applicative o contenziosi territoriali.
Responsabilità istituzionali: chi fa cosa sulla costa
Il convegno chiama in causa, oltre alla Regione, anche autorità marittime, Autorità di Sistema Portuale, ANCI e assessorati regionali al Turismo. L’obiettivo è superare la frammentazione attuale, dove spesso le competenze si sovrappongono, le decisioni vengono rimpallate tra livelli diversi di governo e le imprese restano l’unico attore fisso sul territorio, costrette a interpretare norme e indirizzi non sempre coerenti.
La linea del SIB è costruire un modello in cui ogni istituzione abbia un ruolo definito e assuma la propria responsabilità, lasciando alle imprese la possibilità di programmare attività, investimenti e personale con regole certe.
Perché questo appuntamento interessa tutto il settore
Anche se il focus è sulla Campania, i temi trattati hanno una valenza nazionale. Il modello di gestione del demanio marittimo campano può diventare un riferimento o un campanello d’allarme per altre regioni. Le soluzioni adottate su spiagge libere, quote riservate e servizi influenzeranno il modo in cui si leggerà il rapporto tra pubblico e privato anche altrove. La capacità di far dialogare Regione, Comuni e categorie organizzate sarà un test concreto sulla tenuta del sistema balneare italiano nel post-proroghe.
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