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Termoli, il boom di settembre spinge la destagionalizzazione

Turismo balneare e presenze di fine stagione

Il primo fine settimana di settembre ha restituito alle spiagge di Termoli un colpo d’occhio da piena estate, con stabilimenti pieni, distese di ombrelloni e centinaia di bagnanti contemporaneamente in acqua. Temperature elevate, mare favorevole e cielo sereno hanno richiamato sulla costa turisti e visitatori dall’entroterra e dalle regioni limitrofe, confermando che la stagione balneare non può più considerarsi chiusa al 31 agosto.

«La prima domenica di settembre ha registrato un afflusso straordinario, con temperature che hanno raggiunto i 36 gradi e presenze in spiaggia in alcuni tratti persino superiori a quelle di Ferragosto», ha sottolineato il presidente del Sib Molise, Domenico “Nico” Venditti. «È la dimostrazione concreta che il clima e le abitudini dei turisti sono cambiati e che la stagione non si chiude più al 31 agosto: per questo motivo diventa fondamentale adeguare servizi e trasporti alle reali esigenze di questo prolungamento».

Salvataggio fino al 13 settembre e nodo servizi

Di fronte a questo scenario, gli operatori stanno interloquendo con le amministrazioni locali per coordinare l’allungamento del periodo di apertura degli stabilimenti. Per la stagione 2026 il servizio obbligatorio di salvataggio è stato fissato dall’ordinanza balneare fino al 13 settembre, ma il prolungarsi delle alte temperature richiede una riflessione su un nuovo modello organizzativo.

Prolungare la stagione implica mantenere attivi anche i servizi collegati. Tra le richieste degli operatori spicca l’estensione fino a metà settembre delle navette gratuite verso le spiagge, oltre all’adeguamento dei calendari di apertura delle altre attività commerciali della costa.

Personale, scuola e il nodo delle concessioni

Uno dei principali ostacoli alla destagionalizzazione resta la disponibilità di personale. Molti addetti negli stabilimenti sono studenti o giovani diplomati che rientrano a scuola o all’università proprio quando il flusso turistico è ancora alto. Da qui la riflessione del settore sulla necessità di valutare una revisione dei calendari scolastici per adattarli alle trasformazioni climatiche e alle esigenze di un Paese a forte vocazione balneare.

Alla soddisfazione per i numeri di settembre si affianca l’incertezza sul futuro del settore. Tra gli operatori emerge la preoccupazione per l’imminenza delle procedure ad evidenza pubblica e la mancanza di un quadro normativo chiaro a livello nazionale. Se a livello locale con Comune e Regione è stato avviato un confronto positivo, il settore attende ancora certezze per programmare gli investimenti futuri.

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