I Comuni balneari italiani adottino, laddove non siano già previste, ordinanze particolarmente severe per contrastare l’abbandono dei rifiuti sulle spiagge e l’asportazione di materiali dagli arenili. Lo chiede un appello di Retake, associazione che si occupa di cittadinanza attiva e beni comuni.
A rendere ancora più urgente un intervento, denuncia Retake, sono le gravi scene diffuse sui social all’indomani delle notti di San Lorenzo e Ferragosto: spiagge disseminate di bottiglie, bicchieri, lattine, plastica, mozziconi e resti di bivacchi. “Immagini che raccontano le conseguenze di comportamenti incivili e che, con il forte aumento delle presenze sulle coste nei giorni di Ferragosto, rappresentano un serio campanello d’allarme”, sottolinea l’associazione.
Rifiuti e bivacchi: “Servono sanzioni dissuasive”
“Quello che abbiamo visto all’indomani di San Lorenzo è inaccettabile e deve rappresentare un monito per il proseguimento dell’estate”, dichiara Fabrizio Milone, presidente di Retake. “Non possiamo rassegnarci all’idea che dopo una notte di festa le nostre spiagge debbano trasformarsi in distese di rifiuti e che siano poi altri cittadini, volontari o operatori a dover riparare ai comportamenti incivili di pochi. Servono prevenzione, controlli e sanzioni realmente dissuasive. Una spiaggia è un patrimonio collettivo, non un luogo da utilizzare e abbandonare sporco”.
Il furto di sabbia e conchiglie devasta gli ecosistemi
Al fenomeno dei rifiuti si aggiunge l’abitudine di portare via sabbia, ciottoli, conchiglie e altri elementi naturali. “Gesti che possono sembrare innocui se considerati singolarmente, ma che, moltiplicati per le migliaia di persone che ogni giorno frequentano le coste italiane, contribuiscono ad alterare e impoverire ecosistemi già fragili”, evidenzia Retake.
“Non è più sufficiente affidarsi esclusivamente agli appelli al senso civico. Servono regole chiare, sanzioni rigorose e controlli effettivi, accompagnati da un’adeguata informazione nei luoghi maggiormente frequentati”.
Controlli rafforzati nei tratti di costa più frequentati
L’appello è quindi rivolto alle amministrazioni balneari che ancora non siano intervenute: introdurre misure più incisive e rafforzare i controlli nei tratti di costa maggiormente frequentati. “La tutela delle spiagge non può essere affidata soltanto a chi raccoglie ciò che altri abbandonano”, conclude l’associazione. “Prevenire e sanzionare l’inciviltà significa difendere un bene comune che appartiene a tutti e che nessuno ha il diritto di degradare”.
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