Liguria

Andora, il cordoglio per il bagnino eroe: chiesta la medaglia al valore civile

Federazione Italiana Nuoto, Regione Liguria e Sindacato Italiano Balneari ricordano Fabrizio Valente, l’assistente bagnanti che ha perso la vita dopo aver salvato una donna ed essere tornato in mare per soccorrere il marito

Il mondo balneare e le istituzioni si stringono attorno alla famiglia di Fabrizio Valente, l’assistente bagnanti morto ieri ad Andora, nel savonese, durante un doppio intervento di soccorso in mare. Il suo gesto, compiuto dopo aver già tratto in salvo una donna, ha suscitato il cordoglio delle istituzioni e delle principali organizzazioni del settore, fino alla proposta di conferirgli la Medaglia al Valor Civile. La richiesta è stata avanzata da Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che ha definito Valente «un eroe» e ha annunciato l’intenzione di rivolgersi al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché il suo comportamento possa essere valutato ai fini del conferimento della massima onorificenza prevista per atti di particolare coraggio civile.

«Fabrizio Valente è un eroe. Ha salvato una vita e ha sacrificato la propria per salvarne un’altra», commenta Barelli, che ha espresso il «profondo cordoglio» della Federazione Italiana Nuoto per la morte dell’assistente bagnanti. Valente si era formato proprio presso la Federazione Italiana Nuoto nel 1986 ed era rimasto tesserato FIN fino al 2024, attraversando quasi quarant’anni di storia del Salvamento federale e condividendone i principi di preparazione, prevenzione e tutela della vita umana.

Secondo le prime ricostruzioni, l’assistente bagnanti era intervenuto in mare per soccorrere due persone in difficoltà. Dopo essere riuscito a raggiungere e riportare a riva la donna, Valente era tornato in acqua per tentare di soccorrere il marito. È durante questo secondo intervento che ha perso la vita. «Un gesto dettato da uno straordinario senso del dovere che, tragicamente, gli è costato la vita», ha sottolineato Barelli. «Oggi una persona è viva grazie alla preparazione e al coraggio di un assistente bagnanti».

Il presidente della FIN ha inoltre richiamato la natura professionale del lavoro svolto quotidianamente dai bagnini: «L’assistente bagnanti non è una semplice presenza sulle nostre spiagge, è un professionista della sicurezza, formato per prevenire, vigilare e intervenire quando pochi istanti possono separare il pericolo dalla tragedia». Per Barelli, dietro ogni salvataggio ci sono «preparazione, addestramento, lucidità e responsabilità», mentre dietro ogni giornata trascorsa senza incidenti vi è spesso «un silenzioso e prezioso lavoro di prevenzione». Da qui la decisione di chiedere il riconoscimento ufficiale del sacrificio di Valente: «Per questo mi rivolgerò al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché il gesto di Fabrizio Valente possa essere considerato ai fini del conferimento della Medaglia al Valor Civile».

La proposta ha immediatamente raccolto il sostegno della Regione Liguria. Il presidente Marco Bucci e l’assessore al Demanio marittimo e costiero Marco Scajola hanno espresso il cordoglio dell’amministrazione regionale e condiviso la richiesta avanzata da Barelli. «Fabrizio Valente, dopo aver portato in salvo una donna, è tornato in mare per tentare di soccorrere il marito. Durante il secondo intervento, purtroppo, entrambi hanno perso la vita», hanno dichiarato Bucci e Scajola. Per i rappresentanti della Regione si è trattato di «un gesto di grande coraggio, altruismo e senso del dovere» che deve essere ricordato. Da qui la condivisione della proposta di conferire a Valente la Medaglia al Valor Civile «come riconoscimento per aver messo la propria vita al servizio del prossimo». Bucci e Scajola hanno rivolto il proprio pensiero alle famiglie delle vittime e hanno ringraziato «tutti i bagnini che ogni giorno lavorano con impegno e professionalità per tutelare le persone sulle nostre spiagge».

Il cordoglio arriva anche dal Sindacato Italiano Balneari, che ha definito la tragedia di Andora un dramma capace di colpire «l’intera comunità dei balneari e l’opinione pubblica». Il presidente nazionale del SIB Antonio Capacchione ha espresso «il più profondo cordoglio» per la morte di Luigi Fasano, il turista che Valente stava tentando di soccorrere, e dell’assistente bagnanti. «Ci stringiamo con commozione e profondo rispetto attorno ai familiari di entrambe le vittime», ha dichiarato Capacchione, definendo l’intervento di Valente «un atto di eroico altruismo e un esempio straordinario di dedizione al dovere».

Il presidente del SIB ha sottolineato come il sacrificio dell’assistente bagnanti rappresenti anche una testimonianza della responsabilità con cui gli operatori della sicurezza lavorano quotidianamente sulle coste italiane. «Il sacrificio di Fabrizio Valente testimonia la generosità e il senso di responsabilità con cui i nostri assistenti alla balneazione presidiano le coste ogni giorno», ha affermato Capacchione.

Secondo il SIB, la tragedia riporta inoltre al centro dell’attenzione la necessità di valorizzare la professionalità degli assistenti bagnanti e di garantire loro strumenti e condizioni adeguate. «Il modello della balneazione attrezzata garantisce standard di sicurezza elevatissimi, ma la sicurezza vera si costruisce supportando chi lavora in prima linea», ha aggiunto Capacchione. Per il sindacato è quindi «indispensabile e urgente rafforzare l’intero comparto, garantendo maggiore valorizzazione professionale, strumenti adeguati e un quadro normativo che renda omogenea la tutela su tutto il litorale».

Il SIB ha inoltre richiamato i dati relativi alla mortalità per annegamento, sottolineando il ruolo della rete italiana di prevenzione e soccorso. Secondo i dati citati dal sindacato, l’Italia registra un tasso di mortalità per annegamento pari a 5,7 decessi per milione di abitanti, un valore inferiore alla media europea di 11,1 e anche a quello di altri importanti Paesi balneari del Mediterraneo: 11,2 in Spagna, 10,8 in Francia e 38,3 in Grecia. Numeri che evidenziano quanto il lavoro degli assistenti bagnanti rappresenti una componente essenziale della sicurezza sulle coste, non soltanto nel momento dell’emergenza ma anche attraverso la sorveglianza e la prevenzione.

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