Di questo progetto avevamo già parlato nei mesi scorsi su Mondo Balneare, quando l’iniziativa Muoveva i primi passi tra le aule della Casa circondariale di Lecce. Oggi la sperimentazione è diventata una realtà concreta: dalle celle del carcere “Borgo San Nicola” alle torrette di salvataggio, 14 detenuti stanno presidiando il litorale salentino, offrendo una risposta concreta sia alla carenza di assistenti bagnanti sia alla necessità di reinserimento sociale.
Il progetto, denominato “Io Salvo – Progetto Mare Libero”, è promosso da Confimprese Demaniali Italia e dalla Federazione Italiana Nuoto (FIN), con il fondamentale sostegno della Prefettura e del Comune di Lecce, della direzione della casa circondariale e degli imprenditori balneari del territorio.
Dalla formazione al lavoro stagionale
Presentata in primavera con i primi 13 corsisti, l’iniziativa si è sviluppata attraverso un percorso formativo durato circa tre mesi. Tra lezioni teoriche, allenamenti intensivi in piscina e prove pratiche in mare, i partecipanti hanno conseguito l’abilitazione ufficiale per operare come assistenti bagnanti, acquisendo competenze fondamentali nel primo soccorso, nell’uso del defibrillatore (BLSD) e nella gestione delle emergenze in acqua.
La fase formativa si è conclusa a giugno con la consegna degli attestati. Rispetto ai 13 promossi iniziali, gli aggiornamenti di agosto confermano che sono 14 i detenuti attualmente impegnati sul campo con contratti di lavoro stagionale, impiegati nelle squadre degli stabilimenti balneari e delle strutture ricettive partner fino alla metà di settembre.
Un presidio di sicurezza sulle spiagge leccesi
Gli assistenti bagnanti sono operativi in diversi lidi lungo la costa leccese, in particolare nelle località di San Cataldo, Torre Chianca e in altri tratti del litorale dei comuni di Lecce, Vernole e Melendugno.
L’attività sulle torrette comporta responsabilità di prim’ordine: riconoscere tempestivamente le situazioni di pericolo, prevenire gli incidenti in acqua e intervenire con rapidità. Per i detenuti coinvolti, l’esperienza sulle spiagge salentine rappresenta quindi un importante percorso di responsabilizzazione, oltre che un’opportunità di riscatto professionale.
Visto il successo dell’iniziativa, l’obiettivo dei promotori per il futuro è estendere questo modello formativo e occupazionale anche ad altri comparti a elevata domanda di personale, come la ristorazione, l’hotellerie e i servizi turistico-ricettivi del territorio.
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