Lazio Vacanze al mare

Ventotene, l’isola che si prende il suo tempo

Turismo e itinerari nelle isole pontine

C’è un’isola nel Tirreno che non si lascia consumare in fretta. Ventotene, minuscolo gioiello dell’arcipelago pontino, è uno di quei luoghi fatti apposta per chi ama il mare, ma anche per chi cerca storie, silenzi e scorci che restano addosso. I Greci la chiamavano Pandataria, “dispensatrice di ogni bene”: un nome che ancora oggi sembra calzarle a pennello.

L’isola si trova a metà strada tra Ischia e Ponza, fa parte della provincia di Latina e conta circa 700 abitanti: numeri piccoli, ma solo sulla carta. Perché Ventotene, in realtà, è un concentrato di paesaggi vulcanici, baie trasparenti, architettura romana e memoria storica. Un fazzoletto di terra lungo meno di 3 chilometri che riesce a sembrare molto più grande di quanto sia davvero.

Mare, vento e storia Ventotene piace a chi ama una vacanza senza rumore. La frequentano soprattutto velisti e viaggiatori in cerca di un ritmo più lento, lontano dal turismo di massa. Si raggiunge in aliscafo o traghetto tutto l’anno, ma in primavera ed estate i collegamenti sono più frequenti e partono da Formia, Anzio e Terracina.

L’arrivo al porto è già un piccolo spettacolo: barche ormeggiate di prua, banchine antiche, locali scavati nel tufo e quell’atmosfera da isola vera, che non ha bisogno di effetti speciali. Ventotene è anche una meta che si scopre bene a piedi: le distanze sono brevi, le auto pochissime, e il paesaggio invita subito a rallentare.

Il mare racconta Tra le cose più sorprendenti dell’isola c’è la Peschiera Romana, ai piedi del faro, nella zona del Porto Romano. È una struttura di epoca romana per l’allevamento dei pesci, visitabile anche a nuoto, ma che rende al massimo sott’acqua, perché gran parte dell’impianto è oggi sommerso. Le vasche erano collegate al mare tramite canali e passaggi obbligati: un sistema ingegnoso, in cui le parti esterne servivano a mescolare acqua dolce e salata e la vasca centrale, con grate, lasciava entrare il mare ma non i pesci.

A pochi minuti da Piazza Castello si trovano poi le Cisterne Romane, due grandi bacini per la raccolta dell’acqua piovana: la Cisterna di Villa Stefania e la Cisterna dei Detenuti. Sono visitabili con le guide turistiche e conservano ancora graffiti, scritte e tracce di una storia lunga e stratificata, tra monaci, forzati borbonici e ingegneria idrica romana.

Le suggestive Cisterne Romane di Ventotene, un grande impianto di ingegneria idrica.

La bellezza dell’esilio Ventotene è stata anche luogo di villeggiatura imperiale e di confino. I resti di Villa Giulia, sul promontorio di Punta Eolo, raccontano la stagione romana dell’isola: qui sorgeva una delle residenze di Ottaviano Augusto, poi abitata o frequentata da figure come Giulia, Agrippina e Ottavia. La posizione è spettacolare, a picco sul mare, e permette ancora oggi di leggere l’idea originaria della villa: una dimora pensata per dialogare con il paesaggio, con ambienti termali e spazi che degradano verso l’acqua.

I resti archeologici di Villa Giulia a Punta Eolo, affacciati sul mare di Ventotene.

Poco distante, su un’altra isola, la storia cambia tono e diventa più dura. A Santo Stefano c’è il carcere borbonico, costruito nel 1795 e attivo fino al 1965. La sua forma a ferro di cavallo, affacciata sul mare, è uno dei simboli più forti dell’arcipelago. Qui furono rinchiusi prigionieri politici, tra cui Sandro Pertini e Giuseppe Di Vittorio, e qui Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni scrissero il Manifesto di Ventotene, che avrebbe poi ispirato l’idea di un’Europa unita.

Un mare da proteggere Dal 1999 Ventotene e Santo Stefano fanno parte di un’Area Marina Protetta che tutela acque e fondali con zone a riserva integrale, parziale e generale. La protezione ha fatto bene all’isola: oggi il mare resta limpido e ricco di vita, ed è uno dei luoghi migliori del Tirreno per snorkeling e immersioni.

Qui si incontrano posidonie, gorgonie, rose di mare, murene, cernie, tonni e, con un po’ di fortuna, anche capodogli e delfini. Al porto c’è il Centro Visite dell’Area Marina Protetta, utile per orientarsi e capire come vivere l’isola nel modo giusto, senza forzarne l’equilibrio.

A tavola, Ventotene La cucina ventotenese è una delle sorprese più piacevoli dell’isola. Nasce dall’incontro tra mare e terra, tra prodotti locali e creatività, e oggi racconta un’identità molto viva. Le lenticchie di Ventotene e le cipolle rosa sono alla base di ricette che puntano sulla massima qualità della materia prima.

Le tradizionali lenticchie coltivate sull’isola, ingrediente base della cucina tipica.

Tra i piatti da non perdere ci sono gli gnocchi di mare di Ventotene, con pomodoro pachino, ricotta romana, peperoncino, polpo e gamberi; la classica zuppa di lenticchie; i calamari ripieni; la murena in scapece con cipolle rosa; e la cianfotta, per chi vuole un piatto vegetariano e stagionale. Nei bicchieri, i vini locali come quelli da uve Biancolella e Moscato completano il quadro.

Una rivisitazione moderna dei prodotti dell’isola: polpo e lenticchie di Ventotene.

E per fermarsi a tavola, ecco gli indirizzi da segnare:

  • Un Mare di Sapori, sul porto romano, con il carpaccio di dentice, sedano bianco di Sperlonga, uvetta, sale ai capperi di Ventotene e maionese di gambero rosso, il polpo su crema di zucchine, i murici su crema di ceci e scorze di limone, il crostone con polpo e lenticchie e la zuppa di lenticchie coltivate sull’isola.
  • Terrazza di Mimì – Hotel Mezzatorre, affacciato su Cala Nave, dove provare gli spaghetti vongole e salicornia e il tonno scottato.
  • Il Giardino, vicino a Piazza Castello, con il purpetiello con scarola e lenticchie, il filetto di pesce del giorno gratinato ai profumi isolani, la ricciola grigliata con zucchine alla scapece e il pesce al limone secondo la ricetta tradizionale di Candida Sportiello.

Spiagge piccole, mare grande Le spiagge di Ventotene sono poche, ma ognuna ha un carattere preciso. La più frequentata è Cala Nave, baia sabbiosa protetta da costoni di tufo, perfetta per chi cerca mare comodo e bellezza senza complicazioni.

Navigazione nelle acque limpide davanti alla celebre spiaggia di Cala Nave

Cala Rossano è piccola e riparata, mentre Parata Grande si raggiunge con scalini scavati nel tufo e regala acque verdi punteggiate di scogli. Molto scenografica anche la Parata della Postina, una baia sassosa con un grande masso che forma due archi naturali.

Per l’aperitivo, invece, il porto è il posto giusto. Il Gabbiano è legato al Gin Ventotene e ai cocktail ispirati all’isola, mentre Alla Deriva Cocktail Bar unisce drink, musica e atmosfera da spiaggia. E per chi ama il tramonto, Ventotene regala uno dei suoi momenti più belli proprio quando il sole scende verso Ponza.

Tradizioni che volano A rendere Ventotene ancora più riconoscibile c’è la festa di Santa Candida, patrona dell’isola, con il suo appuntamento più atteso: la gara delle mongolfiere di carta. È una tradizione dell’Ottocento che ogni anno trasforma il cielo in un teatro popolare: le mongolfiere, costruite a mano con carta velina e colori vivaci, si sollevano, brillano e poi si spengono in mare.

Accanto alla festa e al mare, resta anche un volto più artigianale dell’isola, quello dell’Associazione Culturale Le Crete, dove prendono forma maioliche raffinate e oggetti unici in argilla.

Ventotene, insomma, non è un’isola da consumare in un pomeriggio. È un posto da assaporare, con passo lento e occhi aperti. E forse è proprio questo il suo segreto: essere piccola abbastanza da sembrare intima, ma grande abbastanza da non farsi dimenticare.

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