Quindici concessionari balneari del Comune di Vasto, aderenti al Consorzio Lidi Vastesi, hanno presentato un nuovo ricorso al Tar Abruzzo (sezione di Pescara) per chiedere l’annullamento degli atti comunali e un riesame complessivo dell’intera vicenda relativa alle concessioni demaniali marittime. L’obiettivo dei titolari è far verificare al giudice amministrativo l’iter seguito dall’ente locale, a partire dall’accertamento sulla presunta scarsità della risorsa demaniale, sostenendo la necessità di tutelare gli investimenti effettuati negli anni sul litorale e il diritto al contraddittorio.
Alla base dell’iniziativa legale c’è la sentenza n. 217 del Tar Abruzzo che, accogliendo il ricorso promosso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) contro il Comune di Vasto, ha disposto l’immediato avvio delle procedure di gara. I concessionari evidenziano che nel procedimento sfociato in quella pronuncia sarebbero stati privati della possibilità di presentare elementi difensivi a tutela delle proprie attività. Inoltre, la delibera con cui il Comune ha accertato la scarsità della risorsa demaniale – presupposto fondamentale per l’applicazione della direttiva Bolkestein e l’avvio delle evidenze pubbliche – è stata adottata dall’ente solo in una fase successiva alla decisione dei giudici, senza un reale coinvolgimento delle categorie interessate.
Assistiti dagli avvocati Carmine Di Risio e Cino Benelli, i quindici operatori hanno scelto di agire in maniera coordinata per ottenere un’istruttoria rigorosa sulla reale disponibilità di spiagge libere a livello locale. Nel manifestare l’auspicio che l’amministrazione comunale possa riaprire un canale di dialogo costruttivo, i balneari vastesi sottolineano la necessità di salvaguardare il tessuto economico delle micro e piccole imprese e i livelli occupazionali del litorale.
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