Federterziario Balneari

Balneari, la nuova sentenza della Corte Ue ribadisce principi già noti

Il chiarimento di FederTerziario sulla recente pronuncia dei giudici europei

“Le recenti interpretazioni sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea stanno alimentando un dibattito che rischia di attribuire carattere di novità a principi giuridici già affermati da tempo”. Lo afferma Giuseppe Mancarella, presidente di FederTerziario Balneari, che “ritiene opportuno fare chiarezza” sulla pronuncia piombata all’attenzione mediatica di questi giorni. “La sentenza oggi al centro dell’attenzione non introduce nuovi principi, ma ribadisce quanto già stabilito dalla Corte di Giustizia il 20 aprile 2023, a seguito del rinvio pregiudiziale disposto dal TAR Lecce nelle controversie relative al Comune di Ginosa: l’applicazione della direttiva Bolkestein è subordinata all’effettiva esistenza di una risorsa scarsa”, precisa FederTerziario Balneari.

“Successivamente, anche il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4480 del 2025, ha ulteriormente chiarito che tale valutazione non può limitarsi ad aspetti meramente quantitativi, ma deve comprendere anche elementi qualitativi, demandando alle amministrazioni comunali il compito di accertare preventivamente l’effettiva sussistenza della scarsità della risorsa”, prosegue Mancarella. “Da ciò deriva un principio fondamentale: ogni procedura di gara deve essere preceduta da una specifica valutazione della risorsa disponibile. In assenza di tale verifica preventiva, i bandi risultano privi di un presupposto essenziale e, pertanto, sono suscettibili di impugnazione.

Aggiunge la nota: “Un importante passo avanti è stato compiuto con l’inserimento, all’interno del bando tipo predisposto dal Governo, dell’obbligo per i Comuni di effettuare preventivamente la verifica dell’esistenza o meno della risorsa scarsa. Si tratta di un risultato significativo, ottenuto anche grazie al contributo dell’avvocato Ettore Tosi, che introduce finalmente un riferimento normativo destinato a orientare l’azione delle amministrazioni locali”.

“Tuttavia, permane una questione di fondamentale importanza”, precisa il presidente di FederTerziario. “Qualora un Comune accerti che nel proprio territorio la risorsa non è scarsa, si pone inevitabilmente il problema della sorte delle concessioni attualmente in essere. La normativa vigente fissa, infatti, la scadenza delle concessioni al 30 settembre 2027, dopo l’abrogazione della precedente proroga al 2033. Ne consegue un evidente paradosso: se la risorsa non è scarsa e, quindi, non sussistono i presupposti per indire le gare, occorre individuare una disciplina normativa che garantisca continuità alle concessioni esistenti, evitando vuoti giuridici e situazioni di grave incertezza”.

“Per questo motivo FederTerziario Balneari ritiene oggi indispensabile un ulteriore intervento legislativo che, una volta recepito il bando tipo e consolidato il principio della preventiva verifica della risorsa scarsa, disciplini espressamente il regime delle concessioni nei territori in cui tale scarsità non venga riscontrata”, conclude il presidente Mancarella. “L’obiettivo è garantire certezza del diritto, uniformità di applicazione e tutela delleim prese balneari. Le più recenti pronunce confermano la correttezza del percorso giuridico intrapreso in questi anni. Ora è necessario che a tali principi giurisprudenziali corrisponda una coerente risposta normativa, affinché venga definitivamente superata l’attuale situazione di incertezza che grava sulle imprese e sulle amministrazioni. FederTerziario Balneari continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione normativa e giurisprudenziale, offrendo supporto alle imprese associate e promuovendo ogni iniziativa utile alla tutela del comparto balneare italiano”.

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