Si riapre il confronto nazionale sulle concessioni balneari con il Tavolo di consultazione convocato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul nuovo schema di bando-tipo per il demanio marittimo. In questo contesto, CNA Imperia e CNA Liguria Balneari hanno accolto con favore la ripresa del confronto istituzionale e la partecipazione di CNA Balneari ai lavori, considerando questa fase di dialogo un passaggio importante dopo anni segnati da rinvii e contrapposizioni, pur precisando che non si è ancora di fronte a una soluzione definitiva.
Al Tavolo, la delegazione di CNA Balneari ha presentato proposte per procedure uniformi, trasparenti ed equilibrate, in grado di tenere conto della reale struttura del sistema balneare italiano, composto in larga parte da micro e piccole imprese, spesso a conduzione familiare. Per l’associazione, ascoltare le imprese e conoscere le specificità dei territori è la condizione necessaria per scrivere regole concretamente applicabili, evitando automatismi e modelli astratti che rischierebbero di generare ulteriore incertezza e contenziosi.
Il richiamo alla prudenza da Imperia e il clima in Liguria
Dal territorio imperiese arriva però un forte richiamo alla cautela. Il segretario territoriale di CNA Imperia, Luciano Vazzano, ha sottolineato che la riapertura del confronto è “un fatto importante”, ma ha precisato che non esiste ancora un quadro compiuto: l’associazione non intende alimentare facili aspettative, pur rivendicando il diritto delle imprese balneari a vedere riconosciuti gli investimenti e il lavoro svolto nel tempo sulle spiagge.
In Liguria il clima tra gli operatori resta di forte preoccupazione. La coordinatrice regionale di CNA Liguria Balneari, Stefania Currà, ha richiamato la lunga fase di incertezza in cui le imprese si trovano ad operare, con crescenti difficoltà nel programmare gli investimenti, accedere al credito e garantire serenità ai propri dipendenti. Per CNA, alla ripresa del dialogo devono ora seguire tempi definiti e regole chiare prima dell’avvio dei bandi, evitando che gli operatori vengano a conoscenza di decisioni determinanti a giochi ormai fatti.
Continuità del servizio e tutela degli investimenti
Tra i nodi centrali indicati da CNA figura la continuità del servizio turistico-balneare in caso di eventuale avvicendamento tra concessionari. L’associazione ritiene che accordi per il trasferimento e il riutilizzo di strutture e attrezzature siano fondamentali per:
- Evitare interruzioni dell’attività durante la stagione estiva.
- Tutelare la qualità dei servizi offerti ai bagnanti.
- Ridurre l’impatto ambientale legato a demolizioni e ricostruzioni.
- Preservare l’identità e la storia delle destinazioni turistiche.
In questa direzione, sono state proposte premialità per chi riutilizza le strutture esistenti e per i concessionari uscenti che favoriscano accordi con i nuovi affidatari, con l’obiettivo di coniugare l’apertura del mercato con la tutela degli investimenti effettuati.
Nelle posizioni espresse viene ribadito che uno stabilimento balneare non è solo uno spazio sul demanio, ma un’impresa, una comunità di lavoro e un presidio di accoglienza, sicurezza e manutenzione della costa. Per questo motivo, CNA chiede che le gare non si riducano a una competizione esclusivamente economica, ma valutino la professionalità maturata, la continuità occupazionale e il contributo concreto dell’impresa al territorio.
La specificità del territorio e i decreti attuativi
La questione appare particolarmente delicata in Liguria e nella provincia di Imperia, dove la conformazione del litorale e la limitata disponibilità di spiagge rendono indispensabili valutazioni caso per caso sulla scarsità della risorsa demaniale. CNA ritiene che spetti ai singoli Comuni misurare la reale disponibilità di aree e le possibilità di sviluppo turistico, sulla base di dati trasparenti e criteri omogenei.
Restano infine da completare passaggi decisivi sul piano normativo, a partire dal decreto sugli indennizzi e dalle linee guida tecnico-estimative per l’equa remunerazione. Secondo l’associazione, solo regole chiare e definite in anticipo possono tutelare gli investimenti non ancora ammortizzati e ridurre il rischio di infiniti contenziosi legali, accompagnando il settore verso un futuro più stabile e competitivo.
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