A Cesenatico la spiaggia si spoglia della sua natura puramente commerciale per farsi dispositivo critico e installativo. Sulla spiaggia libera antistante piazza Costa ha preso ufficialmente avvio l’edizione 2026 delle “Tende al Mare”, un progetto di arte pubblica e partecipata che quest’anno assume una forte valenza storiografica.
La rassegna, nata nel 1998 sul litorale romagnolo, è interamente dedicata alla figura poliedrica di Dario Fo, celebrato nel doppio e coincidente anniversario: il centenario della nascita e il decennale della scomparsa.
Un omaggio concettuale al Premio Nobel
La scelta del Premio Nobel non è un semplice omaggio biografico, ma la chiusura di un cerchio concettuale. Fu proprio Fo, insieme a Claudio Ceredi, Orlando Piraccini e Marta Zani, a intuire per primo la potenza di questo format itinerante e “popolare” nel senso più nobile del termine.
Recuperando la memoria visiva delle tende artigianali che popolavano le spiagge adriatiche prima dell’avvento sistematico del turismo di massa e degli ombrelloni, l’iniziativa scardina le pareti del tradizionale museo per restituire l’esperienza estetica alla contingenza del quotidiano e agli elementi naturali.
Sinergia tra accademia, artigianato storico e inclusione
Sul piano formale, la produzione delle opere di questa edizione si muove lungo un asse che unisce ricerca accademica e alto artigianato storico. Le tele, attraversate dalla luce marina e dal vento, sono state elaborate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna e realizzate grazie all’eccellenza tessile della Stamperia Pascucci, istituzione del territorio che festeggia i due secoli di attività.
A questa sinergia colta si affianca la continuità inclusiva del laboratorio socio-occupazionale La Nuova Famiglia, autore di quattro dei supporti esposti.
L’inaugurazione ha visto la partecipazione — accanto alle istituzioni locali rappresentate dal sindaco Matteo Gozzoli e dagli assessori Emanuela Pedulli e Jacopo Agostini — di Mattea Fo, presidente della Fondazione Dario Fo e Franca Rame, a testimonianza del rigore filologico dell’operazione.
Il ruolo dei balneari e l’asta finale benefica
Supportata quotidianamente dalla Cooperativa Stabilimenti Balneari per la complessa gestione logistica dell’allestimento effimero (le tende vengono innalzate e protette ogni giorno), la manifestazione conserva intatto il suo DNA etico.
Al termine della stagione estiva i manufatti saranno assegnati attraverso un’asta benefica curata dalla Consulta del Volontariato. Un atto finale che trasforma l’oggetto d’arte in risorsa sociale concreta, assecondando quell’idea di militanza e comunità che ha guidato l’intera parabola creativa di Dario Fo.
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