Attualità

Concessioni balneari, avviato il confronto tecnico sul bando-tipo nazionale

L'esito del primo tavolo tecnico al Mit con Regioni ed enti locali: obiettivo regole uniformi, trasparenza nelle gare e certezze per imprese e Comuni

Si è aperta ufficialmente, anche se in grande ritardo, la fase operativa per la definizione del bando-tipo nazionale sulle concessioni balneari. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato ieri il confronto tecnico con gli enti territoriali della Conferenza Unificata Stato-Regioni per la predisposizione del modello che dovrà guidare l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, come previsto dal decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32. Secondo quanto comunicato dal Ministero, l’avvio del confronto “rappresenta un passo concreto verso la definizione di regole omogenee su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di semplificare le procedure amministrative e assicurare parità di condizioni tra gli operatori”. Il Mit afferma in una nota che “il primo incontro tecnico segna un passaggio operativo verso regole chiare e uniformi su tutto il territorio nazionale, all’insegna del pragmatismo e del buonsenso”.

Lo schema di bando-tipo, che sarà oggetto di ulteriori confronti anche con le associazioni di categoria, punta a rendere più trasparenti i criteri di selezione e le modalità di valutazione delle offerte, oltre a disciplinare uno degli aspetti più delicati del sistema: gli indennizzi per i concessionari uscenti. Un tema più volte richiamato dal vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane con l’obiettivo dichiarato di arrivare rapidamente a uno schema condiviso che possa essere utilizzato dai Comuni come riferimento operativo per l’avvio delle gare. Tuttavia i tempi stringono, dal momento che l’incontro avrebbe dovuto tenersi entro l’11 aprile – dunque è arrivato con una settimana di ritardo – e che gli enti locali hanno pochi mesi davanti per concludere le gare entro il 30 giugno 2027, come prevede la legge Salva-infrazioni.

Al tavolo tecnico hanno partecipato, oltre alle Regioni, anche l’Unione Province Italiane (Upi) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), soggetti direttamente coinvolti nella gestione delle procedure di affidamento delle concessioni. Dal fronte delle amministrazioni regionali è arrivata la disponibilità a contribuire attivamente alla definizione del bando-tipo, mettendo a disposizione competenze ed esperienze maturate sui territori. In particolare l’assessora al Turismo della Regione Emilia-Romagna, Roberta Frisoni, ha sottolineato la necessità che il nuovo modello tenga conto delle differenze tra i sistemi balneari locali: “Abbiamo manifestato la disponibilità a contribuire al lavoro in corso, mettendo a disposizione competenze ed esperienze maturate sui territori, con l’obiettivo che il bando tipo tenga conto delle caratteristiche e delle peculiarità che differenziano i sistemi balneari delle diverse aree del paese e, in questo quadro, del modello di sviluppo dell’Emilia-Romagna”.

Tra le priorità evidenziate dalle Regioni emerge l’esigenza di garantire la continuità del servizio balneare e il riconoscimento del livello qualitativo dell’offerta turistica e degli investimenti realizzati negli anni dai concessionari, pur in un’ottica di innovazione e miglioramento del settore. In questo contesto, il bando-tipo dovrà rappresentare uno strumento concreto di supporto per i Comuni chiamati a bandire le gare, lasciando al tempo stesso margini di flessibilità per adattare le procedure alle specificità locali. Il percorso verso la definizione del modello nazionale entra quindi nel vivo, con l’obiettivo di fornire al sistema balneare italiano un quadro regolatorio più chiaro e stabile, condizione ritenuta essenziale per programmare investimenti, garantire servizi efficienti e affrontare con maggiore certezza le prossime stagioni turistiche.

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