Attualità

Balneari, Ue contro project financing. Legacoop: “Nessuna bocciatura”

L'associazione difende il "modello Bellaria" dai rilievi di Bruxelles

Legacoop interviene sul caso dei rilievi mossi dalla Commissione europea in merito allo strumento del partenariato pubblico-privato per legare il rinnovo delle concessioni balneari agli investimenti in opere pubbliche. Noto anche come “project financing”, il modello è stato adottato a Bellaria Igea Marina (Rimini) e si basa su una sorta di patto tra privati e amministrazione: i concessionari si impegnano a realizzare o finanziare opere di interesse pubblico – come riqualificazioni urbane, infrastrutture o servizi turistici – e in cambio ottengono un prolungamento della concessione, spesso superiore ai vent’anni. Una formula che molti operatori avevano interpretato come un modo legittimo per bypassare le gare, rendendo il rinnovo una conseguenza dell’investimento effettuato.

Tuttavia, lo scorso 8 ottobre la Commissione europea ha acceso un faro sull’Italia, aprendo una procedura di infrazione: secondo Bruxelles, l’utilizzo del project financing per arrivare a un rinnovo senza gara contrasta con i principi di proporzionalità, parità di trattamento e non discriminazione. In altre parole, lo strumento non garantirebbe un adeguato livello di concorrenza – requisito centrale previsto dalla direttiva Bolkestein – e quindi non può essere impiegato per l’assegnazione o il prolungamento delle concessioni balneari.

Sulla pronuncia è intervenuta Legacoop Romagna, che in una nota ritiene che – pur con i dovuti accorgimenti tecnici e le modifiche che saranno necessarie – l’utilizzo del project financing rimanga una strada percorribile e vantaggiosa per le nostre comunità e per il nostro sistema turistico. “La Commissione ha sollevato rilievi, ma non ha bocciato lo strumento”, sottolinea Legacoop. “Il project financing è, per sua natura, una gara pubblica, praticabile in svariati settori. Non sussistono dubbi su questo punto, poiché la natura competitiva del partenariato pubblico-privato è sancita dal Codice civile e dal Codice degli appalti, tanto è vero che esso è regolarmente utilizzato in tutto il paese per la realizzazione di grandi opere pubbliche, senza aver mai generato contenziosi per mancata concorrenza”.

Prosegue Legacoop: “La proposta avanzata dagli operatori di spiaggia è solo l’avvio di una procedura complessa che dovrebbe concretizzarsi infine in un bando aperto, assicurando la parità di condizioni di accesso e la massima partecipazione a chiunque. Non vanno poi dimenticati due elementi che paiono restare troppo sullo sfondo: in primo luogo il lavoro svolto dal Comune di Bellaria, in stretta collaborazione con la struttura comunale e con gli operatori economici, inclusi i consorzi cooperativi, è stato improntato alla massima chiarezza. In secondo luogo, gli ingenti dispendi economici e di risorse professionali, sostenuti dai proponenti per trasformare le proposte in progetti concreti, dimostrano la serietà e l’impegno verso una delle possibili alternative ad evidenze pubbliche singole e polverizzate. Esse renderebbero difficilmente concretizzabile la volontà, dichiarata da tanti, di provare a sostenere la continuità del nostro sistema turistico, basato su piccole e piccolissime imprese famigliari”.

In conclusione, “Legacoop Romagna invita il governo ad agire rapidamente per recepire i rilievi comunitari e tutelare l’ingente lavoro di programmazione e investimento già avviato sul nostro territorio, evitando un’ulteriore e dannosa ondata di incertezza che danneggerebbe l’intera filiera turistica. Per Legacoop Romagna, la strada scelta da Bellaria – e ad oggi anche valutata da altri Comuni costieri – rimane un esempio a cui guardare con interesse e senza derive ideologiche”.

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