Si chiama “E così S.I.A. – Spiagge Inclusive Accessibili” il progetto finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali che punta a mettere in campo una serie di interventi per aumentare l’accessibilità delle spiagge italiane. Co-finanziatrice e capofila del progetto è l’associazione Uniat.
“E così S.I.A.” mette in campo circa 500 mila euro e vuole raggiungere tutte le regioni italiane, alcune con azioni di sensibilizzazione e divulgazione, mentre altre con veri e propri interventi operativi. «Le attività previste nel progetto vedono il coinvolgimento di partner e collaborazioni importanti del terzo settore e della società civile», sottolinea il presidente di Uniat Pietro Pellegrini. «Siamo certi che porteranno vantaggi concreti ai cittadini e faranno fare un passo in avanti verso l’inclusione a tante persone che ancora oggi sono ingiustamente emarginate».
Nel dettaglio, il progetto punta a realizzare entro quest’anno l’accesso ad alcune spiagge di Liguria, Lazio, Toscana e Abruzzo. «In Liguria renderemo accessibile una spiaggia libera della città di Genova, con un intervento compreso tra i 10 e i 15 mila euro; nel Lazio stiamo ragionando sull’accessibilità di una spiaggia del lago di Trevignano, in Toscana l’intervento riguarderà Grosseto e in Abruzzo Pescara», spiega Pellegrini.
L’iniziativa è partita a luglio, durerà in tutto 18 mesi e ha come obiettivo l’inclusione sociale non solo delle persone con disabilità, ma anche degli anziani con problemi di autonomia e, più in generale, di tutte le persone con mobilità ridotta, anche temporanea. Ieri mattina a Roma si è svolto il primo incontro di rete del territorio laziale per presentare il progetto e coinvolgere le organizzazioni e le associazioni che si occupano di disabilità e inclusione, oltre agli organi istituzionali del Comune di Roma.
Non è la prima volta che Uniat si occupa del tema della disabilità con iniziative legate all’inclusione. A giugno 2024 si è concluso il progetto “Oasi (Opportunità Accessibile di Spazi Inclusivi) nel parco”, anche questo finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ha reso accessibili dieci parchi gioco in dieci diverse località della penisola.
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