Attualità

Turisti russi addio: località balneari in difficoltà per le disdette

Riviera romagnola, Versilia e Campania le aree più colpite dalle conseguenze del conflitto in Ucraina

Il conflitto bellico in Ucraina avrà conseguenze pesanti sull’arrivo dei turisti dalla Russia, che in epoca pre-covid ammontavano a 1,7 milioni di arrivi e 5,8 milioni di presenze. Numeri che, a causa delle sanzioni e dei blocchi aerei, rischiano di essere del tutto azzerati, con gravi ripercussioni per le località balneari a partire da quelle della riviera romagnola.

Interpellato dal magazine TTG, il presidente di Federalberghi Emilia-Romagna Alessandro Giorgetti traccia un quadro della situazione: «Da Rimini a Bologna tutti gli aeroporti avevano in ballo operazioni importanti con il mercato russo da Pasqua fino a ottobre, ora tutte saltate. Solo su Rimini erano stati programmati almeno 50 voli a settimana che avrebbero portato circa 300mila passeggeri per l’intera stagione. Non parliamo dei super vip che vanno negli hotel extra lusso, ma di turisti di fascia medio-alta che assicuravano alle nostre strutture ricettive una buona continuità e che quest’anno non ritroveremo».

Ma l’assenza di turisti riguarda anche altre regioni italiane. Anche in Versilia, seppure in misura minore, si stanno facendo i conti con le disdette dall’Europa dell’est, mentre in Campania le zone che lavorano con i clienti facoltosi provenienti dalla Russia sono in grave difficoltà: in costiera amalfitana, in penisola sorrentina e nell’isola di Ischia, che lavorano molto con il mercato russo, l’assenza si farà sentire.

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