Attualità

Spagna, fase finale per la riforma del demanio. A quando l’Italia?

La riforma della Ley de costas garantirà maggiori certezze agli imprenditori balneari spagnoli per sviluppare il turismo costiero. L'Italia continua invece a rimanere in seconda linea, nonostante la sua leadership

di Alex Giuzio

La riforma della "Ley de costas" spagnola sta terminando il suo iter, e si conferma sempre di più un buon esempio da cui il nostro parlamento potrebbe trarre alcuni elementi per la rivisitazione, necessaria e si spera imminente, del demanio marittimo italiano.

Come emerge dai testi degli emendamenti che il senato spagnolo comincerà a esaminare a partire dal prossimo 11 aprile, le esigenze degli imprenditori balneari iberici sono spesso comuni a quelle degli italiani: concessioni demaniali da allungare, canoni da abbassare e regimi concessori da convertire in autorizzatori. In caso tali modifiche vengano approvate, la riforma della "Ley de costas" potrà costituire un precedente per rivendicare analoghi diritti anche sulle spiagge italiane.

Le notizie sull’iter della riforma arrivano dalla Federación andaluza de empresarios de playas, una delle quattro associazioni facenti parte della neonata Federazione degli imprenditori balneari europei. Le osservazioni dei balneari spagnoli sono subito state condivise con i colleghi portoghesi, francesi e italiani facenti parte della stessa federazione: in questo modo, comincia a dimostrarsi l’efficacia che può avere una rete europea di associazioni balneari al fine di scambiarsi informazioni sulle diverse esperienze nazionali e individuare gli esempi migliori.

Commenta Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria, associazione fondatrice della federazione europea: «Lo scambio di informazioni e la conoscenza delle altre realtà saranno un grande contributo per il lavoro che ci attende. Questo è il primo risultato concreto di come sia stato importante avere stipulato l’accordo per la creazione di un’associazione europea per chi lavora nel nostro settore. Gestire questa struttura non sarà semplice e richiederà un grande impegno di questa presidenza, che auspica di poter contare sul contributo e il sostegno di tutti coloro che lo vorranno apportare per sviluppare il lavoro che si prospetta».

Tornando alla riforma della "Ley de costas", il contenuto di questa proposta di legge in Italia è principalmente conosciuto per la proroga di 45 anni assegnata alle concessioni demaniali marittime su cui sono state costruite migliaia di abitazioni private, evitando così il problema della direttiva europea Bolkestein che le avrebbe mandate a evidenza pubblica.

Ma gli elementi interessanti sono molti altri, e riguardano anche i chiringuitos e le imprese turistico-ricreative, che si trovano in una posizione più simile a quella degli stabilimenti balneari italiani. Grazie alle 185 correzioni presentate dai partiti che hanno dialogato con le associazioni degli imprenditori balneari, il "Proyecto de Ley de protección y uso sostenible del litoral y de modificación de la Ley de Costas de 1988" (Progetto di legge di protezione e utilizzo sostenibile del litorale e modificazione della "Ley de costas" del 1988) è diventato un testo che apre a notevoli miglioramenti delle imprese di spiaggia spagnole, rendendole più competitive e facilitando gli investimenti per lo sviluppo del turismo.

Se si pensa alla situazione italiana, dove gli stabilimenti balneari sono regolamentati principalmente dal Codice della navigazione che risale al lontano 1942, è facile capire perché il turismo balneare del nostro paese viva oggi una situazione di incertezza, stallo degli investimenti e difficoltà burocratiche.

In Spagna un testo di legge ben più recente sta per essere completamente riformato perché già inadatto ai tempi, e ciò favorirà gli imprenditori balneari e svilupperà il turismo costiero. Analogamente in Italia, paese leader mondiale del turismo balneare grazie alla sua gloriosa tradizione imprenditoriale, occorre che il nuovo governo – nell’auspicabile caso che riesca a formarsi e cominciare a lavorare – intraprenda una riforma di ben più ampio respiro che includa la tutela degli attuali imprenditori balneari, l’agevolazione degli investimenti e l’adozione di politiche di protezione della costa (in primis dall’erosione).

Questi i più recenti documenti originali, in lingua spagnola, della riforma della Ley de costas:

A interessare sono soprattutto le modifiche proposte dalla federazione spagnola, che ha effettuato un ottimo lavoro per migliorare il testo di legge in questione, avanzando alcune proposte spesso suggerite anche dalle associazioni italiane di categoria. Come emerge dalle traduzioni proposte di qui seguito, gli imprenditori balneari spagnoli chiedono ad esempio di passare da un regime concessiorio a uno autorizzatorio, di avere una garanzia almeno trentennale per le loro imprese e di pareggiare i canoni troppo spesso sproporzionati.

 

MODIFICHE DI ARTICOLI 

Modifica dell’articolo 64/4 dell’R.C.: Le costruzioni al servizio delle spiagge (chioschi comprensivi di tutti i servizi o "chiringuitos") devono essere ubicate preferibilmente a ridosso o dentro al limite interno della zona marittima del territorio, tenendo presente che almeno uno dei suoi lati mantenga l’ accesso diretto alla spiaggia.

Modifica degli articoli 65a e 70b dell’R.C.: […] differenziando le spiagge urbane da quelle non urbane, sia permesso dare alle prime un maggior servizio, rispondendo così alla maggior richiesta delle stesse, mantenendo i 150 metri di occupazione e concedendo 30 metri quadrati in più per servizi igienici e passaggio (liberi da canone) per dare un servizio all’utenza in generale, riducendo così la carenza di servizi igienici pubblici. Allo stesso modo attenuare la distanza fra le installazioni in queste zone.

Modifica degli articoli 66.2 della Ley de Costas e del 131.4 a) e b): La Legge 22/1988 del 28 luglio (Ley de costas) ha ridotto drasticamente il tempo alle concessioni per la vendita di alimenti e bevande, dalla durata di 99 anni a 15. Ciò rende difficoltosa la stabilità e continuità del settore. Dunque, la durata di queste concessioni si deve stabilire con criterio generale ad almeno 30 anni, oppure a 15 anni rinnovabili di altri 15.

Modifica dell’articolo 70.2 L.C.: Modifica della casella 2, dove si possa contemplare la prosecuzione mortis causa e il passaggio tra vivi della concessione.

CANONI DELLE CONCESSIONI (articolo 84 Ley de Costas)

Modifica dei parametri individuati dalla legge per il calcolo del canone: l’applicazione di questi parametri è confusa e dà origine a canoni eccessivi, sproporzionati, molto squilibrati e di difficile applicazione. Per evitare questa disparità e disuguaglianza si contempla che l’amministrazione locale sia obbligata a fissare il canone delle autorizzazioni e concessioni a terzi, se conformi ai parametri fissati dalla Ley de costas e dal suo regolamento, potendo solamente incrementarlo di un 10-20% per costi di gestione e trattamento delle concessioni o del Piano annuale di spiaggia.

TERRAZZE

Con alcune concessioni, gli Art. 51 L.C. e 108 R.C. contemplano la possibilità di annettere terrazze per posizionare tavoli e sedie nelle installazioni che somministrano alimenti e bevande (chioschi in generale, o "chiringuitos") che abbiano la condizione di stagionalità, con elementi smontabili che per questo carattere si potranno concedere come autorizzazioni e non come concessioni o estensione di concessioni, essendo le installazioni ausiliarie e accessorie in quanto il loro scopo è dare un servizio.

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