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Riforma spiagge: ‘Estate di lavoro per sindacati e governo’

Il coordinatore di Cna Balneatori Cristiano Tomei riferisce sull'incontro di ieri insieme al sottosegretario all'economia.

di Alex Giuzio

Si è tenuto ieri a Campomarino (Campobasso) un incontro pubblico tra Pier Paolo Baretta (sottosegretario al Ministero dell’economia) e Cristiano Tomei (coordinatore nazionale Cna Balneatori), per discutere dell’imminente riforma del demanio marittimo.

Secondo quanto Tomei ha riferito a Mondo Balneare, il sottosegretario Baretta «ha confermato il rinvio al 15 settembre del pagamento dei canoni demaniali marittimi e il varo della riforma generale della materia entro il 15 ottobre», come aveva già dichiarato a Rimini la scorsa settimana. Il rinvio del pagamento dei canoni sarà ufficializzato nei prossimi giorni con un emendamento a uno dei provvedimenti attualmente al vaglio del governo.

«Abbiamo molto apprezzato la proroga del pagamento dei canoni», commenta Tomei, che riguardo alla riforma del demanio marittimo dichiara: «La scadenza del 15 ottobre ci va benissimo, ma occorre aprire immediatamente un tavolo tecnico insieme alle associazioni di categoria, per lavorare alacremente durante tutta l’estate in modo da arrivare a un testo condiviso, da presentare all’Unione europea nel pieno del semestre di presidenza italiana, di cui bisogna approfittare».

«Chiediamo la piena salvaguardia delle attuali imprese balneari – insiste Tomei – con provvedimenti certi e chiari che ci facciano tornare a produrre crescita, investimenti e occupazioni. Il sottosegretario Baretta ha compreso la necessità di lavorare durante l’estate: non vogliamo che si ripeta lo stesso accaduto dello scorso anno, quando siamo arrivati dopo l’estate con una proposta frettolosa e non condivisa, che non è mai andata in porto. Si preannuncia un’estate in cui gli imprenditori balneari saranno al lavoro – conclude Tomei – ma i sindacati impiegheranno tutte le forze per lavorare alla riforma insieme al governo».

Dal punto di vista tecnico, Baretta ha precisato che «nessuno ha mai pensato di vendere o cedere la spiaggia, è una cosa impensabile», riferendosi al progetto di sdemanializzazione presentato lo scorso autunno, ed erroneamente passato alla stampa generalista e all’opinione pubblica come una svendita delle coste italiane. «Il problema – ha dichiarato il sottosegretario – è la linea del demanio, il ridisegno della linea e non la sdemanializzazione delle spiagge. Sulle linee demaniali attualmente operano una decina di competenze: questo ci fa capire che è il momento di fare delle riforme che dovranno essere portate avanti in collaborazione tra lo stato e gli operatori balneari».

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