Menu climatariano, la nuova frontiera della spiaggia attenta all’ambiente

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È una sensibilità sempre più diffusa e per questo anche gli stabilimenti balneari con ristorazione devono farsi trovare pronti ad accoglierla. Stiamo parlando della dieta climatariana, quella cioè di chi è attento a consumare cibi che non provochino impatti negativi sull’ambiente: ciò significa non solo evitare gli imballaggi e i contenitori per l’asporto in plastica (che in gran parte delle spiagge italiane sono già proibiti per legge), ma anche e soprattutto offrire alimenti vegani e vegetariani. Nulla di nuovo, si dirà, e invece la prospettiva è molto diversa: oltre alle persone che non consumano carne per motivi etici, secondo il New York Times nei prossimi dieci anni aumenteranno del 33% le persone che seguiranno una dieta a base di alimenti vegetali per motivi puramente ecologisti. Com’è noto, infatti, il consumo di carne ha un notevole impatto sull’ambiente, richiedendo un enorme utilizzo di acqua e provocando elevati livelli di immissioni di gas serra nell’atmosfera.

Come fare, dunque, per aggiornare il menu del proprio stabilimento balneare e mantenerlo al passo con la tendenza della dieta climatariana? La soluzione non è solo offrire una selezione di proposte vegetariane o vegane, bensì di connotarle in ottica “green”, evidenziando cioè sulla carta quali sono i piatti dal minore impatto ambientale oppure riportando la percentuale di emissioni di CO2 provocata da ogni piatto. Per farlo, sarà molto importante scegliere materie prime a chilometro zero o comunque dall’origine il più possibile locale.

Non solo: per gli stabilimenti balneari, attività da sempre attente all’ambiente in quanto basano la loro esistenza sulla spiaggia e sul mare, è fondamentale dedicare una pagina del menu per spiegare quali sono le iniziative portate avanti dalla cucina per ridurre le rimanenze e gli avanzi, nonché per adottare politiche di risparmio energetico e di ecosostenibilità: si tratterà di un gesto di attenzione molto apprezzato dai “climatariani” e dagli ambientalisti in generale, che potrà determinare anche un aumento della propria clientela.

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Ultimo aspetto, ma non meno importante, è quello di eliminare le stoviglie monouso in plastica e di utilizzare contenitori in materiali biodegradabili per il cibo da asporto, scegliendo tra le proposte delle tante aziende plastic free che propongono articoli per il confezionamento di alimenti appositamente per la spiaggia: oltre che aiutare a rispettare le direttive europee sull’eliminazione della plastica, questi prodotti faranno notevolmente diminuire l’impatto ambientale dello stabilimento balneare. Per la gioia di chi, anche nella propria dieta, è attento a rispettare il pianeta.

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