L’incubo dei canoni Omi non è ancora finito

La legge che lo scorso anno ha abolito i maxi canoni per le concessioni pertinenziali contiene due gravi anomalie che stanno generando ulteriori contenziosi

Con l’articolo 100 del decreto legge n. 104 del 14 agosto 2020 sembra terminato l’incubo degli insostenibili canoni Omi che affliggevano da oltre un decennio i concessionari cosiddetti “pertinenziali”. Ciò al netto dell’odiosa disparità di trattamento tra i pertinenziali ascrivibili allo scopo turistico-ricreativo e quelli classificabili nella nautica da diporto. Per questi ultimi, infatti, il comma 3 prevede la scomparsa dei canoni Omi dal 1° gennaio 2021 con il completo ricalcolo dei canoni sin dal 1° gennaio 2007 e l’integrale conguaglio di quanto già pagato, con l’ulteriore regalo, inserito nella norma di conversione, del ricalcolo del canone «con riferimento alle caratteristiche dei beni oggetto di concessione, quali erano all’avvio del rapporto concessorio».

Per le concessioni turistico-ricreative, di contro, la strada è (come al solito) più dura: la scomparsa viene sempre fissata al 1° gennaio 2021, mentre per il pregresso l’articolato dei commi dal 7 al 10 introduce appunto una sorta di “condono” che può essere definito versando una parte dei canoni dovuti (30% in un’unica soluzione o il 60% in sei annualità) con la specifica che ciò che è stato già versato è perso (articolo 100 comma 2). Non solo: la norma, per tale definizione agevolata, è zeppa di criticità alle quali si aggiungono quelle derivanti dalle solite interpretazioni capestro che gli enti competenti si stanno affannando a offrire. Per la precisione, la norma omette di specificare:

  1. a chi spetti il provvedimento finale di accoglimento o rigetto del condono e come debba funzionare il raccordo istruttorio tra i due enti – Agenzia del demanio e Comune – che il legislatore individua come destinatari dell’istanza;
  2. cosa debba intendersi per «procedimenti amministrativi pendenti concernenti il pagamento dei canoni», atteso che tale locuzione è nuova nel panorama legislativo delle definizioni agevolate sul demanio marittimo.

Già solo queste due anomalie hanno ingenerato il caos procedimentale con il solito rimpallo di competenze, responsabilità e ingerenze tra i due enti e la nascita, giorno dopo giorno, delle più fantasiose interpretazioni su quali siano i procedimenti pendenti a cui si applica il condono.

Oltre a ciò, si segnalano le più disparate (ma anche, perché no, disperate) interpretazioni che pervengono dalle diverse direzioni regionali dell’Agenzia del demanio e dai vari Comuni, tra cui spicca – per abnormità – quella secondo cui solo chi ha un contenzioso giudiziario pendente possa accedere alla definizione agevolata, ignorando che il legislatore ha inserito claris verbis nel beneficio anche i «procedimenti amministrativi» pendenti oltre a quelli «giudiziari».

Tutto ciò stà avendo l’effetto opposto a quello deflattivo che la norma si era posta, in quanto stanno nascendo tutta una serie di nuovi contenziosi sui canoni Omi derivanti dalla mancata risposta alle domande di condono e/o dal rigetto delle stesse con motivazioni non legittime.

Per questo lo studio di consulenza Demanio Marittimo sta offrendo un servizio rapidissimo di analisi delle pratiche di condono già presentate e degli apporti istruttori già pervenuti, al fine di orientare il concessionario verso la più opportuna e incisiva strategia finalizzata all’accoglimento del condono, anche non escludendo ricorsi giudiziari contro l’ingiusto diniego. Contattate lo studio per eliminare definitivamente lo spettro dei canoni Omi dalla vostra vita imprenditoriale.

Contatti

Demanio Marittimo
Via Caduta del Forte 23 – 65121 Pescara

Telefono: 347.9389349
Email: info@demaniomarittimo.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'azienda

Demanio Marittimo

Demanio Marittimo

Tel. 347 9389349