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‘Le evidenze pubbliche delle spiagge? Impossibili per i Comuni’

Il giudizio ufficiale dell'Anci, che ieri ha riunito la Consulta delle Città del mare, sulla bozza del decreto Gnudi sulle spiagge: 'Il testo va rivisto, poiché redatto senza consultare i diretti interessati'

di Luciano Monticelli

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Ieri 5 novembre si è svolta la Consulta delle Città del Mare, all’interno della quale si è analizzata la bozza del decreto legislativo recante ‘Revisione e riordino della legislazione in materia di concessioni demaniali marittime ai sensi dell’art. 11, comma 2, della Legge 15 dicembre 2011, n. 217 – Legge comunitaria 2010′.

Nonostante i ripetuti inviti al Governo di convocare le rappresentanze di Regioni, Province e Comuni direttamente coinvolti nella gestione del demanio marittimo e deliberatamente ignorati, si è appreso del suddetto decreto per vie non ufficiali. In merito allo schema di decreto diramato da autorevole stampa nazionale, che abbiamo motivo di ritenere veritiero in quanto non smentito, sono state fatte le seguenti considerazioni:

  • è totalmente assente una visione d’insieme della materia, e manca quella organicità di riordino necessaria per il puntuale adempimento della delega conferita dal Parlamento al Governo con l’art. 11, comma 2, Legge 15 dicembre 2011 n. 217.
  • assenza di criteri oggettivi di determinazione del nuovo limite temporale dei titoli concessori in ragione del piano investimenti senza la preventiva e necessaria pianificazione e organizzazione del territorio costiero;
  • la bozza di schema non coglie l’esigenza di effettuare quell’attività semplificatoria amministrativa resasi necessaria a causa della stratificazione di norme che si sono succedute nel tempo e che di fatto mettono i Comuni nell’impossibilità materiale, ancorchè giuridica, di gestire le previste ‘procedure competitive di selezione’.

Tutto ciò premesso, l’Anci formula un giudizio negativo sul provvedimento, e torna a invitare il Governo a confrontarsi con le istituzioni territoriali che sono direttamente coinvolte e a rivedere il suddetto schema di decreto, poiché è necessario non solo affrontare la questioni urgenti, ma approfittarne per un riordino generale di riqualificazione e valorizzazione del territorio anche alla luce della risoluzione del 27 settembre 2011.

Si invita il Governo a richiedere, se necessario, una proroga del termine di cui alla delega del Parlamento, attualmente fissato in 15 mesi dalla Comunitaria 2010.

Inoltre l’Anci ritiene utile aprire un confronto con le realtà degli altri Paesi europei, in special modo con la Spagna, al fine di individuare una possibile strategia comune (lobby). Per questo l’Anci si attiverà con l’omologa associazione dei Comuni spagnoli per un incontro istituzionale.

Infine, risulta improcrastinabile richiedere un incontro con il commissario per il mercato unico Michel Barnier e il vicepresidente della Commissione europea Antonio Taiani, che a breve saranno invitati ad un tavolo di confronto dal presidente dell’Anci Graziano Delrio.

Durante l’incontro sono inoltre emerse altre proposte che sono attualmente all’attenzione dell’Anci, come la possibile estensione dell’istituto del diritto di superficie al demanio marittimo.

Considerata la mancanza di rispetto istituzionale e la mancanza di concertazione, più volte invocata, i sindaci della Consulta delle Città del Mare chiedono che la delega ritorni al Parlamento.

il delegato nazionale Anci al demanio marittimo,

Luciano Monticelli

 

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Anci

Associazione Nazionale Comuni Italiani

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