Confimprese demaniali

“Il futuro delle imprese balneari è nella pubblica utilità”

La tesi di Confimprese demaniali al Sun di Rimini

Anche quest’anno la Federazione Imprese Demaniali Salento ha partecipato alla tre giorni dedicata al demanio marittimo, ospitata dalla fiera Sun di Rimini, la più grande vetrina turistica d’Italia. Durante l’assemblea di Confimprese Demaniali Italia, il presidente nazionale Mauro Della Valle ha chiarito che la pubblica utilità rappresenta il futuro delle imprese balneari italiane e che la Bolkestein non spaventa i balneari: «Queste ultime elezioni sono state vinte da una corrente politica molto vicina alle nostre prerogative», spiega Della Valle. «Inizieremo immediatamente a lavorare con i riferimenti politici del comparto balneare, presentando un piano di investimenti serio, per far capire a chi finora ha fatto del “populismo balneare” che dobbiamo portare avanti la tutela delle nostre imprese. Aspettiamo inoltre la mappatura della costa italiana che Draghi ha promesso quando era al governo. Chiediamo che il giudice adoperi dei parametri di tutela differenziati, perché non possiamo mettere a evidenza pubblica tutto, nello stesso calderone: un conto è la piccola struttura di noleggio natanti, un altro è il grosso villaggio vacanze, dotato di trecento camere. Stop ai contenziosi, allo spreco di risorse umane ed economiche, alla perdita di identità nazionale».

L’assemblea, nelle more dell’attesissima pronuncia della Corte di giustizia europea (che avverrà non prima del prossimo marzo 2023), ha riunito i presidenti regionali della Campania, dell’Abruzzo, della Puglia, della Basilicata e della Sicilia, per formalizzare un documento di salvaguardia delle famiglie balneari italiane.

Il vicepresidente Antonio Cecoro ha presentato ai balneari un progetto per aree distrettuali: «La nostra idea è quella dei distretti turistici, e da noi, in Campania, ha funzionato. In futuro potremmo utilizzare questa formula: garantire per massimo 25 anni interventi localizzati in zone omogenee di costa, servizi sia materiali che immateriali, che vanno dalla sicurezza al verde pubblico, con un coordinamento dei distretti mediante un comitato tecnico-scientifico dotato di un presidente e composto da commercialisti, ingegneri e altri professionisti che, strutturati nella forma associativa, presentino queste progettualità. Questo perché le amministrazioni locali non hanno le competenze per procedere difronte a un atto, per vedere se il progetto è fattibile, per cui la relazione istruttoria sarebbe invece legittimata da una una strutturata. Quindi i Comuni aderenti sarebbero agevolati. Potremmo presentare questo piano alla Regione e, perché no, avere un progetto finanziato che contestualmente consenta il rinnovo dei titoli concessori. I singoli associati risponderebbero per la propria quota».

La tutela del “made in Italy” turistico-balneare, secondo Della Valle, parte dal rilascio di un’autorizzazione unica demaniale (“permesso a costruire”) che dia garanzie rispetto al rischio d’impresa: «Sappiamo, da addetti ai lavori, quanto sia difficile andare negli uffici e confrontarsi con dirigenti e soprintendenza. Per avere un parere passano quattro anni. Dobbiamo fare manforte e spiegare al legislatore che così non si può andare avanti: la certezza delle regole sarà la bussola della nostra confederazione».

Durante i lavori, il dottor Vincenzo Marrazzo, presidente del coordinamento “Distretti turistici” della Regione Campania, ha mostrato la sua massima disponibilità nel portare avanti qualunque proposta volta a un turismo sostenibile più convincente e che preveda un investimento finanziabile anche con i fondi del Pnrr. A prendere la parola in assemblea anche il consulente tecnico Enzo Cortesi, che ha sottolineato la necessità di far funzionare le imprese a partire dall’energia, all’insegna di un paese sempre più ecosostenibile: «Non si capisce come mai negli stabilimenti non si possa installare una mini-turbina che produca energia: non è intelligente questa cosa. Nel 2021 è stata finalmente emanata una norma che è sinonimo di democrazia energetica, perché consente di costruire una comunità energetica: le aziende, associandosi, potrebbero essere alimentate da una stessa cabina di alimentazione di energia elettrica, costruendo un impianto (per esempio il fotovoltaico). Non sprecate altro tempo: con un impianto fotovoltaico nel vostro stabilimento oggi vi ritrovereste con delle bollette minime, perché si consumerebbe, in proporzione ai soci, l’energia pulita che si è prodotta».

L’invito conclusivo di Della Valle, rivolto ai concessionari del demanio marittimo, è stato quello di non fare investimenti in questo periodo, in cui «sta mancando la sabbia sotto i piedi», perché in questo modo «si favorirebbero solo i potenziali concorrenti, i quali spesso provengono dalle grandi multinazionali. Adesso è il momento di guardare all’interesse pubblico, alla pubblica utilità. Soltanto facendo squadra con tutti i sindaci costieri e i colleghi balneari si potrà raggiungere la sperata meta di fare impresa balneare con serenità».

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