Ambiente Attualità

Il Comitato e Legambiente insieme contro le aste

Tutelare la costa italiana dalle speculazioni edilizie che nascerebbero in seguito alle evidenze pubbliche: su questo si basa l'importante accordo tra l'associazione ambientalista e il Comitato Salvataggio Imprese e Turismo per salvare le attuali imprese balneari

di Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli*

Martedì, nella sede del Senato della Repubblica a Roma, i rappresentanti del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo (Emiliano Favilla, Fabrizio Maggiorelli, Cristiano Pezzini e Nando Caldarelli), assieme al presidente Afib (Associazione Fornitori Imprese Balneari) Luca Marini, e alla presenza della senatrice Manuela Granaiola e del senatore Roberto Della Seta, hanno nuovamente incontrato il presidente nazionale dell’associazione ambientalista Legambiente, il dott. Sebastiano Venneri (nella foto).

Scopo dell’incontro è stato quello di un ulteriore confronto sugli sviluppi delle questioni dei balneari e per concordare e sottoscrivere un protocollo d’ntesa tra i balneari e gli ambientalisti di Legambiente.

Il presidente di Legambiente ha molto apprezzato la posizione chiara e trasparente in tema ambientale presentata dal Comitato, concordando sulla necessità di ridare certezza e tranquillità alla categoria delle piccole imprese familiari balneari e delle imprese dell’indotto del turismo balneare. Si è convenuto che per migliorare e sviluppare questa peculiarità che ha caratterizzato oltre un secolo di turismo balneare italiano, la tutela dell’ambiente e del turismo ecosostenibile deve essere difesa sia dalle imprese balneari familiari che dalle associazioni ambientaliste stesse. Legambiente si è quindi impegnata ad affiancare le iniziative del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo, affinché sia scongiurato l’indiscriminato intervento edilizio sulle spiagge. Minaccia tanto più rilevante se il titolo dell’affidamento fosse ricondotto a gare di evidenza pubblica che, a quel punto, diventerebbero sicuramente appetibili per i grandi gruppi dell’industria del turismo, magari legate anche al "riciclaggio di denaro sporco" e a possibili speculazioni edilizie. Tutto questo potrebbe determinare da una parte gravi pericoli di deterioramento dei beni naturali e paesaggistici, e dall’altra causerebbe l’azzeramento della storica e tipica realtà balneare basata quasi esclusivamente sulla tradizione della piccola impresa familiare.

Il presidente di Legambiente si è dichiarato altresì disponibile a continuare il confronto con il Comitato Salvataggio Imprese e turismo sull’evolversi della vertenza in atto con il governo italiano perché siano tutelate le piccole imprese familiari che hanno fatto la storia e il progresso, anche in termini economici, del turismo balneare del nostro paese.

Al fine di dare piena attuazione al citato protocollo d’intesa, si è ribadito, quindi, di particolare valenza continuare il confronto tra i comitati dei balneari italiani e Legambiente, avendo convenuto che entrambe hanno particolarmente a cuore la tutela dell’ambiente e del paesaggio, nel pieno rispetto dei doveri di libero accesso al mare e del libero transito sulla battigia dei cittadini, oltre che della conservazione del patrimonio naturale ed aziendale esistente, quale elemento funzionale di tutela dell’ambiente marino e costiero.

*Presidenti del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo

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