Attualità

Dopo il 18 aprile… cosa fare?

Sulle iniziative a supporto della deroga si concentrerà la riunione del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo in programma il 2 maggio a Viareggio

di Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli*

Dopo la deludente e incomprensibile posizione dei sindacati emersa nella manifestazione dei balneari del 18 aprile a Roma (vedi notizia)… Cosa fare? Per questo mercoledì 2 maggio alle ore 10, al centro congressi Principe di Piemonte di Viareggio, si terrà la riunione del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo aperta a tutti i balneari e ai comitati regionali.

Nel corso degli interventi dei rappresentanti istituzionali che hanno preso la parola alla manifestazione del 18 a Roma è stato unanime il riconoscimento del "disastro" in relazione a come viene applicata la direttiva servizi, e non solo per le 30.000 piccole imprese balneari, ma per l’intera economia nazionale che si regge buona parte sul turismo – e di questo la balneazione ne è un elemento fondamentale.

Proprio da questi amministratori (sindaci, assessori regionali, presidenti di provincia, eccetera) si è alzato il "coro" della richiesta con forza della deroga alla direttiva servizi per la salvaguardia e la continuità delle attuali imprese balneari, rimarcando la specificità di questo settore. ​A tale riguardo avevano promesso uno specifico intervento nel corso del direttivo nazionale Anci che si tenuto il pomeriggio del 18 aprile a Roma. Impegno che hanno rispettato, come si può vedere dall’ordine del giorno approvato (leggilo qui).

Ancora una volta rimane lo sconcerto per la mancanza di iniziative concrete delle quattro organizzazioni sindacali rispetto alla richiesta di deroga, gridata dalla base dei balneari presenti a Roma e riportata nel documento Anci. Un comportamento incomprensibile che porta, di fatto, a un autodelegittimazione dei sindacati nazionali che non può essere sottovalutata da parte di tutti i balneari, e da cui deve scaturire un’attenta riflessione sul cosa fare.

L’aspetto più inquietante dell’attuale situazione è vedere le organizzazioni sindacali di categoria arretrate rispetto al volere della base, ma anche sorde alle indicazioni e alle forti sollecitazioni che giungono dalle stesse istituzioni politiche locali. Queste ultime sono più preoccupate delle stesse organizzazioni sindacali sul futuro buio di una situazione che è già in grave stallo (vedasi anche le grida di allarme di tutto l’indotto) e che rischia di trascinare ancora più nel baratro quello che rimane dell’economia del nostro paese. ​Qualsiasi siano i motivi di questo palese atteggiamento rinunciatario dei vertici delle organizzazioni sindacali nazionali di categoria, non può comunque essere trascurato dai balneari, in quanto si vedono rappresentare, nelle sedi di governo a tutti i livelli, da chi in realtà è, di fatto, scollegato con la base dei balneari stessi. Basti pensare che fino ad oggi non c’è mai stato un vero confronto assembleare tra base e vertici sindacali.

Il tempo passa, le scadenze si avvicinano e con esse anche la "tempesta", e questi signori che rivendicano e pretendono di rappresentare la categoria "nicchiano". Un film che abbiamo già visto nella vertenza dei taxi, dove fintanto che non c’è stata una vera e propria sollevazione della base nei confronti dei vertici sindacali il loro problema non sarebbe mai arrivato a soluzione.

​Crediamo che prima di passare a vere e proprie azioni di delegittimazione dei sindacati (con strappo delle tessere), come sempre più sovente ci viene sollecitato dalla base dei balneari, si debba tentare in extremis un’ulteriore azione di verifica e possibilmente di recupero di democrazia (magari facendo chiarezza anche sui bilanci delle stesse singole organizzazioni), dandogli il tempo di una decina di giorni per organizzare un’assemblea nazionale di tutti i balneari d’Italia, dove venga finalmente data la parola alla base e dove si deve concludere con un ordine del giorno preciso e chiaro da mettere finalmente ai voti e che sia, soprattutto, vincolante per tutti. A tale scopo proponiamo, come ci è stato suggerito da più parti, una raccolta di firme dei balneari su di una petizione indirizzata alle organizzazioni sindacali per la convocazione di un’assemblea nazionale. Se i sindacati si dovessero rifiutare ancora una volta, si potrebbe procedere a un’autoconvocazione.

Di questo e non solo proponiamo di parlare nella prossima riunione dei comitati balneari, indetta per mercoledì 2 maggio alle ore 10 al Principe di Piemonte di Viareggio. Come sempre la riunione dei comitati è allargata a chiunque voglia partecipare. Auspicabile è la partecipazione delle associazioni dei balneari.

N.B. Abbiamo notizia che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, insieme alla senatrice Emanuela Granaiola, nel pomeriggio di mercoledì 2 maggio sarà in Versilia per partecipare a un convegno organizzato dal PD, in cui si parlerà dei balneari: un’occasione di confronto che come balneari converrebbe non perdere. Da altre notizie pervenuteci, il ministro Piero Gnudi venerdì 4 maggio dovrebbe essere a Finali Ligure per parlare di balneari. Un pensierino andrebbe fatto anche per quell’occasione.

*Presidenti del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo

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