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Cattolica, approvata la variante al Piano dell’arenile: i bagnini ritireranno i ricorsi al Tar

Intesa tra Comune e bagnini su tempi e adeguamenti

A Cattolica il Piano dell’arenile entra in una fase più concreta e, soprattutto, più condivisa. Il Consiglio comunale ha approvato la variante integrativa che ricalibra tempi e modalità di adeguamento degli stabilimenti, aprendo la strada al ritiro dei ricorsi al Tar annunciato dalla Cooperativa Bagnini.

Il passaggio è rilevante perché non modifica l’impianto strategico del piano, ma cerca di renderne sostenibile l’attuazione per le imprese già presenti sulla costa. Rimangono gli obiettivi di riduzione del costruito, apertura dei varchi visivi verso il mare, maggiore presenza di verde, mobilità dolce, incremento delle spiagge libere e interventi per mitigare il rischio delle ingressioni marine. Cambia, però, la scansione con cui gli operatori saranno chiamati ad adeguarsi.

La variante introduce infatti un principio di gradualità per gli stabilimenti che avevano già affrontato opere di riqualificazione in base agli strumenti urbanistici precedenti. Per queste imprese, il ricorso a demolizione e ricostruzione non scatterà subito: l’adeguamento potrà essere rinviato fino al ventesimo anno dall’approvazione della variante. Una scelta che riconosce la necessità di accompagnare la trasformazione dell’arenile senza azzerare investimenti già effettuati e senza imporre, nell’immediato, cantieri non compatibili con gli equilibri economici delle aziende balneari.

Il nuovo quadro lascia invariato l’obbligo generale, per tutti i titolari di concessione, di dare attuazione entro cinque anni alle prescrizioni essenziali del Piano dell’arenile. La differenza sta dunque nella possibilità di modulare gli interventi più complessi e strutturali, valutando anche soluzioni alternative all’innalzamento del sedime degli stabilimenti. È un passaggio tecnico, ma con una conseguenza molto concreta: il piano non viene più percepito soltanto come un vincolo edilizio, bensì come uno strumento capace di accompagnare la qualità e la sicurezza dell’offerta balneare nel tempo.

La scelta del Comune di Cattolica si colloca in un dibattito che interessa numerose località costiere italiane. I piani dell’arenile sono chiamati a rispondere contemporaneamente a esigenze ambientali, paesaggistiche e di protezione della costa, ma devono anche misurarsi con la struttura reale delle imprese che operano sul demanio. Molti stabilimenti hanno investito negli anni in servizi, accessibilità, strutture e manutenzioni; chiedere un adeguamento uniforme e immediato rischia di trasformare un processo di riqualificazione in una frattura tra amministrazioni e operatori.

A Cattolica, l’intesa sembra invece essersi costruita proprio attorno a questo punto. La Cooperativa Bagnini ha annunciato l’intenzione di ritirare i ricorsi amministrativi, ritenendo che la variante consenta di conservare una parte consistente dei manufatti esistenti e superi l’ipotesi di una sostituzione quasi totale delle strutture. Il contenzioso non è quindi soltanto un capitolo che si chiude: rappresenta il segnale di un confronto che ha portato a modificare le modalità con cui il piano verrà applicato.

La variante interviene anche sulle spiagge libere, per le quali sono previste ulteriori dotazioni, e rafforza le misure dedicate al verde e alla mobilità sostenibile. Nel disegno complessivo, l’arenile di Cattolica viene immaginato come uno spazio più permeabile, attento al paesaggio e capace di offrire servizi oltre la tradizionale funzione di balneazione.

Resta la riduzione del costruito nell’ordine del 13-15%, insieme all’obiettivo di liberare prospettive visive verso il mare e migliorare la resilienza delle strutture davanti alle mareggiate e alle ingressioni marine. Sono elementi che richiedono investimenti, progettazione e tempi adeguati. Proprio per questo, la gradualità introdotta dalla variante può rappresentare il vero punto di equilibrio raggiunto a Cattolica: conservare la direzione della trasformazione, senza chiedere alle imprese di affrontarla tutte nello stesso momento e con gli stessi strumenti.

Per il settore balneare, il caso cattolichino offre un’indicazione interessante anche oltre i confini comunali. La qualità della pianificazione non dipende soltanto dagli obiettivi fissati sulla carta, ma dalla capacità di trasformarli in regole praticabili, coerenti con la sicurezza della costa, con la tutela del paesaggio e con la continuità delle imprese che ogni stagione rendono possibile l’accoglienza turistica.

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