Attualità

Aste, le Regioni italiane contro Gnudi

Il dietrofront del ministro al turismo provoca una dura reazione in Liguria

di Alex Giuzio

Continuano le accuse contro il ministro al turismo Piero Gnudi, reo di essersi pronunciato contro la deroga alla direttiva Bolkestein appena cinque giorni dopo l’incontro con i sindacati balneari, in cui sembrava essersi aperta una porta per salvare gli stabilimenti balneari dalle aste.

Dopo le repliche degli europarlamentari Carlo Fidanza e Claudio Morganti (vedi qui), infatti, sono arrivate quelle del vicepresidente della Regione Liguria, Marylin Fusco (nella foto), e degli assessori al turismo della Liguria e della Sicilia, rispettivamente Angelo Berlangeri e Sebastiano Di Betta.

Marylin Fusco è stata chiara: «Se durante l’incontro del 23 febbraio il ministro Gnudi era già convinto di non voler chiedere la deroga all’Unione Europea, avrebbe fatto bene a informarci. A questo punto è urgente un nuovo incontro con il ministro per conoscere le decisioni del governo e per non dare informazioni sbagliate».

Molto determinato, come al solito, è anche Angelo Berlangeri: «Vogliamo sapere se il governo Monti è disposto a considerare in maniera diversa la disciplina delle concessioni demaniali per gli stabilimenti balneari in quanto imprese particolari nel contesto delle aziende turistiche europee, oppure se si vuole appiattire sulla direttiva Bolkestein».

«Rammaricato» è, infine, Sebastiano Di Betta, che però appare già arreso: «Auspico, almeno, che venga modificato il decreto legislativo n° 59 del 2010 per il recepimento della direttiva, affinché si preveda che la durata delle concessioni sia almeno di cinque anni, in linea con quanto previsto dalla normativa fiscale in Italia».

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