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Alla fiera InOut di Rimini si è parlato di salvamento in spiaggia: tra carenza di personale e nuove regole.

“Io Salvo” apre una strada nuova per la formazione e per la riabilitazione al lavoro stagionale

La difficoltà nel reperimento di personale qualificato per il salvamento è una delle criticità più sentite dai concessionari balneari. Ne ha parlato alla fiera InOut di Rimini Dario Giorgio Pezzini, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale per la prevenzione degli annegamenti del Ministero della Salute, secondo cui il servizio di salvataggio sulle spiagge italiane ha bisogno di una vera rivoluzione: i bagnini stanno progressivamente scomparendo e l’assottigliamento del personale rischia di mandare in crisi un sistema costruito proprio sulla presenza capillare di operatori formati.

Una sfida che si intreccia con la recente revisione della disciplina sul salvamento in acque marittime, introdotta dal DM 85/2024 e dai successivi chiarimenti applicativi, che delinea in modo più preciso gli obblighi degli stabilimenti, l’organizzazione del servizio di vigilanza e le possibili forme di collaborazione tra lidi, anche attraverso i piani di salvamento collettivi.

Il nuovo impianto normativo chiede agli stabilimenti balneari maggiore attenzione alla pianificazione della sicurezza, alla qualificazione del personale e alla capacità di garantire un servizio di salvamento adeguato all’affollamento e alle caratteristiche del litorale. In questo contesto, i piani di salvamento collettivi rappresentano una prospettiva importante: non sono una novità assoluta, perché furono sperimentati già a metà degli anni Sessanta nelle spiagge di Cattolica, per poi diffondersi in altre regioni nei decenni successivi.

Per i concessionari, però, la questione non è solo organizzativa. Trovare assistenti bagnanti preparati, disponibili per l’intera stagione e in possesso dei requisiti richiesti è diventato sempre più complesso. È proprio in questo scenario che si inserisce “Io Salvo”, un progetto sperimentale che unisce sicurezza balneare, inclusione sociale e reinserimento lavorativo.

“Io Salvo – Progetto Mare Libero” è un’iniziativa pionieristica, presentata come unica in Italia, promossa da Confimprese Demaniali Italia e dalla Federazione Italiana Nuoto, con il sostegno della Prefettura e del Comune di Lecce, della Casa circondariale “Borgo San Nicola” e di numerosi imprenditori balneari del territorio.

Il progetto ha coinvolto 13 detenuti, che hanno seguito un intenso percorso formativo di circa tre mesi. Il programma ha previsto prove di ammissione in piscina, lezioni teorico-pratiche sul coordinamento dei soccorsi, tecniche natatorie in piscina e in acque libere, voga di salvataggio, primo soccorso e abilitazione alle manovre di rianimazione cardiopolmonare con l’uso del defibrillatore.

Al termine del percorso, i partecipanti hanno conseguito il brevetto di Assistente Bagnanti, titolo professionale riconosciuto a livello nazionale e rilasciato dalla Federazione Italiana Nuoto, oltre alle certificazioni per il primo soccorso e l’utilizzo del dispositivo BLSD. L’iniziativa non si è fermata alla formazione: diversi stabilimenti balneari del Salento hanno inserito i neo-abilitati nel servizio di vigilanza e assistenza ai bagnanti, offrendo loro un’occasione concreta di lavoro e di riscatto sociale.

Per il mondo balneare, il valore del progetto è doppio. Da un lato risponde a una necessità operativa reale, quella di disporre di personale formato per la sicurezza in spiaggia; dall’altro dimostra che l’inclusione lavorativa delle persone detenute può trasformarsi in una risorsa per il territorio e per le imprese.

Il presidente di Confimprese Demaniali, Mauro Della Valle, ha sottolineato il valore dell’iniziativa come azione concreta capace di superare ostacoli e “il muro dell’indifferenza”. Il progetto è guardato con favore anche a livello nazionale dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha concesso una specifica deroga per consentire ai detenuti di conseguire il brevetto.

L’obiettivo dichiarato è ora estendere il modello “Io Salvo” ad altri settori produttivi che registrano carenze di personale specializzato, come l’alberghiero e quello agricolo. Un’ipotesi che potrebbe trasformare un’esperienza nata sulle spiagge salentine in un protocollo più ampio di formazione, inclusione e inserimento lavorativo.

Un segnale di rilievo è inoltre l’annuncio di Mauro Della Valle: una delegazione di “Io Salvo” sarà ricevuta in udienza privata da Papa Leone XIV: un riconoscimento ulteriore per un progetto che intreccia sicurezza, lavoro e dignità delle persone.

“Io Salvo” mostra così che il salvamento balneare può essere non soltanto un servizio essenziale per la tutela dei bagnanti, ma anche un laboratorio di inclusione: dalla cella alla torretta, dal percorso di riabilitazione al lavoro stagionale, con un impatto potenzialmente replicabile su altre spiagge e altri comparti.

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