La Corte d’Appello ha annullato le elezioni del 2023. Sette degli undici componenti del Direttivo risultano dimissionari. Eppure, ad oggi, per quanto mi risulta, ai soci non è stato comunicato un quadro ufficiale della situazione, né una data per l’Assemblea elettiva. La Società Nazionale di Salvamento attraversa una grave crisi di governo che richiede risposte documentate: chi prende le decisioni, con quale titolo e sotto quale controllo?
La sentenza e il silenzio verso i soci
La Corte d’Appello di Genova ha annullato la delibera del 6 luglio 2023 nella parte relativa all’approvazione del regolamento elettorale e la successiva assemblea del 29 settembre 2023, comprese le elezioni del Consiglio Direttivo. Una pronuncia che investe il procedimento con cui sono stati scelti i vertici dell’Associazione e che esige chiarezza sulle conseguenze per la vita associativa.
Negli articoli del 25 settembre, il Secolo XIX riferisce che, dopo sette dimissioni, i componenti non dimissionari sono il presidente Fortunato Comparone e i consiglieri Fabio Biagio Fidone, Anna Marcello e Agostino Izzo. Il quotidiano riporta inoltre la denuncia dei dimissionari secondo cui il Consiglio non viene convocato da oltre un anno e le contestazioni delle Sezioni sulla mancata comunicazione ufficiale delle dimissioni.
A fronte di questo quadro, i soci devono poter conoscere la posizione ufficiale dell’Associazione sulla sentenza, chi esercita oggi le funzioni di governo e quali iniziative siano previste per il rinnovo degli organi. Le Sezioni hanno bisogno di queste informazioni per programmare le attività e rispondere a istruttori, bagnini e allievi.
L’assenza di poteri dell’attuale Consiglio Direttivo
La sentenza della Corte di Appello di Genova è chiara: il Consiglio Direttivo attuale è stato dichiarato illegittimo, le elezioni sono state annullate e questi Consiglieri non hanno più alcun potere.
Il Consiglio Direttivo attuale non può compiere nessuna operazione, non può assumere nessun impegno, non può deliberare alcuna iniziativa (neppure l’eventuale ricorso in Cassazione).
I ricorrenti hanno già diffidato i restanti componenti del Consiglio Direttivo attuale (perché ricordiamo che ne sono rimasti in carica solo 3, oltre al Presidente) a non compiere nessuna azione e a non assumere nessuna delibera, poiché, non avendo più alcun potere legittimo, ogni atto e ogni delibera sarebbero invalidi.
Alla luce di quanto deciso dalla Corte d’Appello, infatti, occorrerà ricorrere all’istituto della prorogatio per risolvere la situazione; ciò significa che il precedente Consiglio Direttivo deve reinsediarsi e, operando in regime di prorogatio, dovrà compiere le attività necessarie a convocare l’assemblea e consentire l’elezione di un nuovo legittimo organo amministrativo.
Qualsiasi altra attività da parte degli attuali Consiglieri che non sia farsi da parte e consentire al precedente Consiglio Direttivo di reinsediarsi sarebbe illegittima, invalida ed esporrebbe i Consiglieri che l’hanno deliberata a gravi responsabilità personali.
Il silenzio delle Autorità di vigilanza
Nonostante il quadro delineatosi rappresenti gravi irregolarità amministrative, tutte le Autorità di vigilanza (in particolare, Prefettura e Autorità portuale), informate della situazione sia dai Ricorrenti che dagli Associati, non stanno assumendo alcuna iniziativa, mancando totalmente nei propri doveri di vigilanza.
In particolare, da un lato vi è la Prefettura che, sebbene interessata fin dal principio della questione e sollecitata più volte dai Ricorrenti, non si è ancora espressa sulla presenza dei requisiti da parte della Salvamento per il mantenimento dell’iscrizione al Registro delle persone giuridiche e sulla possibilità di nominare un eventuale commissario straordinario che assista temporaneamente l’Associazione nel ripristino di un legittimo organo amministrativo.
Dall’altro lato, neppure l’Autorità portuale, sebbene anch’essa investita fin dalle origini della questione, si è ancora espressa in merito alla sussistenza dei requisiti per il mantenimento dell’autorizzazione a rilasciare i brevetti per l’attività di assistente bagnante ed alla possibilità di nominare un commissario.
Un silenzio assordante, soprattutto se si considera la funzione di interesse pubblico rappresentata dalla formazione degli assistenti bagnanti e dal rilascio della relativa abilitazione svolta dalla Salvamento.
Ci si auspica che le Autorità di vigilanza intervengano quanto prima per fornire chiarimenti e assumere le iniziative necessarie a ristabilire una situazione di legalità e trasparenza, ciascuna nell’ambito dell’area di propria competenza e dei rispettivi poteri.
Il Secolo XIX riferisce, inoltre, anche di verifiche amministrative e fiscali da parte della Guardia di finanza che non si sarebbero ancora concluse. Nell’aggiornamento pubblicato il 25 settembre u.s. non vengono menzionati addebiti penali, sebbene anche la Procura della Repubblica risulti essere stata informata dai Ricorrenti. Gli accertamenti seguono il proprio corso e le eventuali responsabilità dovranno essere stabilite nelle sedi competenti.
Resta, intanto, urgente assicurare legalità e trasparenza nella gestione e nell’informazione ai soci.
Un percorso certo verso una nuova Assemblea
Le Sezioni continuano a lavorare per la formazione e la sicurezza in acqua. Proteggere questa attività significa dare loro una guida riconoscibile, informazioni affidabili e la possibilità di contribuire alle decisioni. L’incertezza sui vertici non deve tradursi in ulteriore disorientamento per chi opera sul territorio.
Ci auspichiamo, quindi, un tempestivo intervento da parte delle Autorità coinvolte, ciascuna per le proprie aree di competenza, e di ricevere presto la notizia che l’attuale Consiglio Direttivo si è fatto da parte, interrompendo ogni eventuale attività illegittima e dando la possibilità al precedente Consiglio Direttivo di reinsediarsi e, in regime di prorogatio, operare per riportare la legalità attraverso la convocazione di un’assemblea per l’elezione di un nuovo organo amministrativo.
La Salvamento appartiene alla comunità dei suoi soci. Restituire loro la parola, attraverso un’Assemblea regolare e partecipata, è il passaggio necessario per ricostruire fiducia e dare un futuro all’Associazione.
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