Attualità Sicurezza Veneto

Droni e salvataggio: progetto Interreg per le spiagge venete

Sperimentazione sul soccorso costiero veneto

Un progetto europeo di ricerca per valutare l’uso dei droni nelle attività di salvataggio in mare coinvolgerà anche le spiagge del Veneto. Si chiama DRONE AID ed è stato approvato e finanziato con condizioni nell’ambito del terzo bando del programma transfrontaliero Interreg Italia-Croazia 2021-2027. La conferma arriva direttamente dal Bollettino Ufficiale della Regione Veneto del 25 settembre 2026 e dal comunicato regionale dedicato alle tecnologie per il soccorso costiero. Per il comparto balneare veneto, tuttavia, l’avvio dell’iniziativa non comporta modifiche immediate all’organizzazione del servizio di salvataggio: il progetto apre piuttosto un percorso di sperimentazione e cooperazione sul soccorso lungo le coste.

Il sistema di assistenza in spiaggia continua quindi ad avere i suoi riferimenti abituali: assistenti bagnanti, postazioni di salvataggio, ordinanze comunali e della Capitaneria di porto, numeri di emergenza e coordinamento con le autorità competenti. L’avvio del progetto non prevede, allo stato attuale, l’introduzione di droni operativi a supporto degli stabilimenti né nuove procedure da applicare durante la stagione balneare.

DRONE AID è inserito nel programma di cooperazione Interreg Italia-Croazia 2021-2027, che sostiene la collaborazione tra territori italiani e croati affacciati sull’Adriatico. Il progetto è guidato dall’Università di Zara e figura nella graduatoria relativa all’obiettivo specifico 2.1.

Un investimento sull’Adriatico

Nella graduatoria del terzo bando 2025, DRONE AID presenta un budget complessivo di 1.782.776,50 euro, con un contributo FESR di 1.426.221,20 euro. Per l’ente regionale Veneto Lavoro, partner del progetto, è previsto uno stanziamento di 190.500 euro. Le risorse riguardano l’intera partnership transfrontaliera e non costituiscono quindi un finanziamento interamente assegnato a una singola località, a un Comune o a una concessione demaniale. Il programma Interreg Italia-Croazia opera infatti su un’area di cooperazione adriatica che coinvolge soggetti italiani e croati, finanziando progetti condivisi su innovazione, resilienza e sviluppo sostenibile.

Per il settore balneare, DRONE AID può essere letto come un progetto da seguire: l’obiettivo è verificare come tecnologie aeree senza pilota possano, in prospettiva, affiancare le attività di ricerca e soccorso in ambito costiero e marittimo. Un eventuale impiego operativo richiederebbe comunque procedure, autorizzazioni, formazione e un chiaro raccordo con il sistema di emergenza già esistente.

Nessun obbligo per gli stabilimenti

La partecipazione al progetto non significa che i gestori degli stabilimenti debbano già organizzare il servizio di salvataggio attorno ai droni.

Dai documenti pubblici finora disponibili non emergono, per le singole spiagge venete, dettagli operativi quali basi di volo, numero di aeromobili, turni di attività, localizzazione delle eventuali sperimentazioni o modalità di integrazione con le postazioni di salvataggio.

Non risultano inoltre nuove prescrizioni che modifichino gli attuali obblighi degli stabilimenti balneari in materia di assistenza ai bagnanti. Restano perciò centrali l’organizzazione prevista dalle ordinanze, la presenza e la preparazione degli addetti, la segnaletica, il monitoraggio delle condizioni meteomarine e la tempestiva comunicazione con le autorità in caso di necessità.

Un progetto da monitorare

Per i gestori balneari, DRONE AID rappresenta soprattutto un’iniziativa da seguire nei prossimi anni. La sperimentazione potrebbe contribuire a sviluppare strumenti in grado di affiancare, e non sostituire, le attività tradizionali di soccorso, ad esempio nella localizzazione e nel raggiungimento di persone in difficoltà.

Per parlare di una ricaduta concreta sulle spiagge venete saranno però necessari ulteriori passaggi: la definizione dei territori coinvolti, delle modalità di sperimentazione, delle responsabilità operative, della formazione richiesta e dell’integrazione con il servizio di salvataggio esistente.

Per il momento, dunque, DRONE AID è un progetto Interreg approvato e finanziato con condizioni, non un nuovo componente obbligatorio del servizio di salvataggio degli stabilimenti balneari veneti.

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