Ha compiuto ottant’anni uno dei simboli più riconoscibili dell’estate e della moda balneare. Era il 5 luglio 1946 quando il francese Louis Réard presentò a Parigi il primo bikini moderno, un costume da bagno a due pezzi destinato a cambiare per sempre il modo di vivere la spiaggia.
Per il lancio della sua creazione, Réard – ex ingegnere automobilistico diventato stilista dopo aver rilevato l’attività della madre – dovette superare non poche resistenze. Nessuna modella professionista accettò infatti di indossare un costume che lasciava scoperto l’ombelico, ritenuto eccessivamente audace per l’epoca. A sfilare nella piscina Molitor di Parigi fu così la diciottenne Micheline Bernardini, danzatrice del Casino de Paris, che conquistò immediatamente l’attenzione del pubblico, ricevendo migliaia di lettere di ammiratori.
In realtà, la storia del bikini affonda le sue radici qualche anno prima. Già nel 1932 lo stilista francese Jacques Heim aveva ideato un costume da bagno a due pezzi dalle dimensioni ridotte, denominato “Atome” e pubblicizzato come “il costume più piccolo del mondo”. Pur lasciando ancora coperto l’ombelico, rappresentò un’importante innovazione nella moda balneare.
Poche settimane dopo il rilancio commerciale di Heim, Réard presentò un modello ancora più essenziale, reclamizzandolo come “più piccolo del più piccolo costume da bagno del mondo”. Per il nome scelse “Bikini”, ispirandosi all’atollo delle Isole Marshall dove, proprio nei primi giorni di luglio del 1946, gli Stati Uniti avevano effettuato un test nucleare. L’obiettivo era evocare l’effetto “esplosivo” che la nuova creazione avrebbe avuto sull’opinione pubblica.
L’accoglienza iniziale fu tutt’altro che semplice. Per molti il bikini rappresentava un capo troppo provocatorio e distante dai canoni dell’epoca. La sua affermazione arrivò nel decennio successivo grazie al cinema e alle grandi icone della moda. Attrici come Brigitte Bardot contribuirono a renderlo sempre più popolare, mentre la scena di Ursula Andress che emerge dalle acque in Dr. No (1962), indossando un bikini bianco, è diventata una delle immagini più celebri della storia del cinema e del costume.
A partire dagli anni Sessanta il bikini si diffuse stabilmente sulle spiagge di tutto il mondo, accompagnando i cambiamenti della società e del modo di vivere la vacanza balneare. Nel corso dei decenni si è continuamente reinventato, seguendo le tendenze della moda: dai modelli minimalisti a quelli più ricercati, dalle linee a vita bassa alle versioni a vita alta, fino alle interpretazioni contemporanee che continuano a confermarlo come uno dei capi più iconici dell’estate.
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