Una normale giornata di relax in spiaggia può trasformarsi in un’emergenza in pochi istanti. Ma sapremmo davvero riconoscere una persona che sta annegando? A lanciare l’allarme sulla sicurezza in mare è la Società Nazionale di Salvamento, che mette in guardia su un falso mito molto diffuso: la rappresentazione dell’annegamento proposta da film e serie TV è spesso fuorviante.
Nella realtà, chi sta annegando spesso non riesce a gridare e non agita le braccia in modo evidente. L’annegamento è quasi sempre un evento silenzioso: il corpo concentra ogni risorsa sulla respirazione, compiendo movimenti limitati, rapidi e poco efficaci.
I segnali visivi per riconoscere chi è in difficoltà
Per individuare tempestivamente una persona a rischio, occorre prestare attenzione ad alcuni indicatori precisi:
- Testa bassa nell’acqua con la bocca al livello della superficie;
- Respiro ansimante o boccheggiamento;
- Posizione del corpo verticale, senza l’uso delle gambe per sostenersi;
- Tentativi continui di nuotare senza però riuscire ad avanzare.
Cosa fare se ci si trova in emergenza in acqua
La prima regola d’oro è il controllo emotivo: il panico provoca un consumo rapidissimo di energie. Se ci si trova in difficoltà:
- Focalizzarsi sul galleggiamento: ridurre al minimo i movimenti inutili per conservare le forze in attesa dei soccorsi.
- Segnalare la posizione: sollevare un braccio con movimenti ampi e lenti, ben visibili dalla riva o dalle imbarcazioni presenti in zona.
- Evitare sforzi eccessivi: non nuotare controcorrente, ma orientarsi verso la riva o il punto d’appoggio più vicino.
Come intervenire dalla spiaggia senza correre pericoli
Vedere qualcuno in difficoltà può spingere a reazioni impulsive, ma un tuffo imprudente da parte di chi non ha una preparazione specifica rischia di trasformare un incidente in una tragedia multipla.
Le indicazioni per chi assiste a una scena critica sono chiare:
- Allertare subito i soccorsi: avvisare immediatamente il bagnino di salvataggio o contattare il Numero Unico di Emergenza 112.
- Non perdere il contatto visivo: continuare a indicare ai soccorritori la posizione esatta del soggetto, soprattutto in presenza di mare mosso o forte riverbero.
- Usare mezzi di galleggiamento: se possibile, lanciare verso la persona in difficoltà salvagenti anulari, ciambelle, tavole da SUP o materassini, mantenendo la distanza di sicurezza.
La prevenzione e la chiarezza delle informazioni restano gli strumenti più efficaci: un allarme lanciato con tempestività può fare la differenza tra un soccorso rapido e una situazione che degenera.
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