Attualità

Sole sì, ma proteggendosi: AIRC porta la prevenzione in spiaggia

Dalla campagna con Nivea Sun alla Spiaggia Rosa di Grado fino agli eventi del Beach Soccer, la Fondazione rilancia il messaggio del “sole responsabile” per ridurre il rischio di melanoma e tumori cutanei.

Con l’arrivo dell’estate torna l’appello della Fondazione AIRC a vivere il sole in modo responsabile. L’obiettivo è promuovere comportamenti corretti per ridurre il rischio di melanoma e degli altri tumori della pelle, attraverso una serie di iniziative di sensibilizzazione che coinvolgeranno spiagge, località balneari, eventi sportivi e piattaforme digitali.

Secondo le stime per il 2025, in Italia saranno diagnosticati circa 17.700 nuovi casi di melanoma cutaneo, di cui oltre 9.300 negli uomini e 8.400 nelle donne. Oggi il melanoma rappresenta il terzo tumore più frequente nelle persone sotto i 50 anni ed è una delle neoplasie più diffuse tra i giovani adulti. Negli ultimi anni, tuttavia, i progressi della ricerca e la maggiore diffusione della diagnosi precoce hanno contribuito a migliorare sensibilmente la prognosi: la sopravvivenza a cinque anni raggiunge l’88% negli uomini e il 90% nelle donne.

La prevenzione resta però il principale strumento di difesa. Fondazione AIRC ricorda l’importanza di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, utilizzare creme solari ad alta protezione adeguate al proprio fototipo, indossare cappello e occhiali da sole e sottoporsi periodicamente al controllo dei nei. Le radiazioni ultraviolette, in particolare i raggi UVA e UVB, rappresentano infatti il principale fattore di rischio ambientale per i tumori cutanei.

Per la stagione estiva 2026 la Fondazione ha rafforzato le attività di informazione attraverso diverse iniziative. Tra queste figura la collaborazione con Nivea Sun, che prevede una donazione di 70 mila euro destinata al cofinanziamento di un progetto di ricerca sui tumori della pelle e la campagna “Missione Protezione”, un tour in cinque città e località balneari italiane dedicato alla diffusione delle corrette abitudini di esposizione al sole. Durante gli eventi saranno proposte attività interattive, come cabine UV per verificare la corretta applicazione della crema solare, approfondimenti sulla regola ABCDE per il controllo dei nei e materiali informativi rivolti al pubblico. Nel corso dell’estate saranno inoltre installati dispenser di crema solare gratuita in diverse città, parchi e spiagge.

Tra le iniziative confermate anche la “Spiaggia Rosa“, realizzata insieme a Git – Grado Impianti Turistici. Una parte dell’arenile di Grado è stata allestita con 130 ombrelloni rosa, trasformando la spiaggia in uno spazio dedicato alla sensibilizzazione sui temi della prevenzione, della corretta alimentazione e dell’attività fisica. Ogni ombrellone è dotato di un QR Code che consentirà di accedere ai contenuti informativi bilingue del progetto “Healthy Life with AIRC”. Per l’intera stagione Git devolverà inoltre ad AIRC l’8% degli incassi della Spiaggia Rosa, al netto dell’Iva, contribuendo così al finanziamento della ricerca.

La campagna coinvolgerà anche il mondo dello sport grazie al progetto “Un assist alla prevenzione”, promosso dall’Area CSR della Lega Nazionale Dilettanti nell’ambito del campionato di Serie A di Beach Soccer. Il tour farà tappa in diverse località italiane, tra cui Castelsardo, Terracina, Lignano Sabbiadoro, Praia a Mare, Anzio e Scoglitti, con l’obiettivo di sensibilizzare atleti e pubblico sui benefici e sui rischi dell’esposizione al sole.

AIRC punta infine anche sulla comunicazione digitale per raggiungere il pubblico più giovane. Tra i contenuti della campagna figura il video podcast “All-In Wonder”, nel quale la content creator Camihawke affronta il tema della prevenzione insieme alla lifestyle creator Hanna Raponi. A rafforzare il messaggio è anche la testimonianza del content creator Lorenzo Ferrari, che racconta la propria esperienza con il melanoma: “Per fortuna è stato preso in tempo. Ho fatto l’intervento a luglio, ho seguito le indicazioni dei medici e oggi sto bene. Questa esperienza mi ha messo davanti a due realtà che spesso ignoriamo: quanto la prevenzione sia letteralmente decisiva e quanto siamo bravi a rimandare finché non succede qualcosa”.

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