Il mare italiano conferma i suoi risultati di assoluta eccellenza scientifica e ambientale. Dalle analisi condotte negli ultimi quattro anni dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) emerge che il 94,9% delle acque marine monitorate è classificato come “eccellente”, con quasi 6.000 chilometri di costa ai massimi livelli previsti dalla normativa europea.
I dati sono stati presentati da ISPRA, SNPA e Marevivo in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente e della Giornata Mondiale degli Oceani, durante un incontro dedicato alla tutela degli ecosistemi marini ospitato presso il Floating Hub di Marevivo. Questo quadro di eccellenza istituzionale trova peraltro una sponda perfetta anche sul fronte della sostenibilità turistica, confermando le ottime pagelle e i primati regionali assegnati proprio pochi giorni fa dalla guida delle “Cinque Vele” di Legambiente e Touring Club Italiano.
I numeri del monitoraggio nazionale Nel corso dell’ultimo anno di rilevamento completo, il Sistema SNPA ha effettuato circa 30.000 campionamenti e monitorato circa 5.000 punti tra mare, laghi e fiumi, garantendo un controllo costante della qualità delle acque italiane. Queste cifre dimostrano l’impegno delle istituzioni nel mantenimento degli standard di balneabilità, che rappresentano uno dei parametri più importanti sia per l’economia del turismo balneare sia per la salute pubblica.
Durante la stagione balneare, in caso di superamento dei valori limite per i parametri microbiologici, i risultati vengono immediatamente comunicati alle amministrazioni comunali, che devono tempestivamente adottare un divieto temporaneo di balneazione. I blocchi vengono applicati sia in caso di anomalie nei prelievi di routine, sia nei controlli emergenziali effettuati a seguito di segnalazioni. In quest’ultimo caso, vengono svolte anche determinazioni analitiche per riscontrare eventuali contaminazioni da sostanze chimiche, come tensioattivi e idrocarburi. Inoltre, qualora le acque siano soggette a fioriture algali, viene attivato un monitoraggio di sorveglianza per identificare eventuali organismi potenzialmente tossici (tra cui l’alga Ostreopsis ovata).
Oltre la balneabilità: la tutela degli ecosistemi e il PNRR I dati confermano l’elevata qualità delle nostre coste, ma ricordano anche l’importanza di guardare al mare nella sua interezza. La balneabilità, infatti, rappresenta solo uno degli indicatori della salute degli ecosistemi marini: biodiversità, habitat, qualità dei fondali, presenza di microplastiche e cambiamenti climatici sono aspetti altrettanto strategici da proteggere.
In questo percorso condiviso rientrano le attività del Progetto PNRR MER (Marine Ecosystem Restoration), il piano più ambizioso nell’ambito del ripristino, della conservazione e della protezione della biodiversità marina. ISPRA è stata individuata come unico soggetto attuatore dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che ne è l’amministrazione centrale e responsabile del finanziamento. Il programma prevede 37 linee di attività, tra cui il ripristino della Posidonia oceanica e delle ostriche piatte, la mappatura di montagne sottomarine e l’attività della nuova unità oceanografica Arcadia, un vero e proprio laboratorio galleggiante.
La Presidente di ISPRA e SNPA, Maria Alessandra Gallone, ha dichiarato: «Il mare è uno dei patrimoni più preziosi del nostro Paese. I risultati sulla qualità delle acque di balneazione sono motivo di soddisfazione, ma ci ricordano anche quanto sia importante continuare a investire nella conoscenza, nel monitoraggio e nella tutela degli ecosistemi marini. Proteggere il mare significa tutelare biodiversità, territorio, comunità e futuro».
La classifica delle acque eccellenti regione per regione Tutte le regioni italiane mostrano percentuali di costa eccellente molto elevate, con punte prossime al 100%. Le lievi differenze, comunque sempre su valori vicini o superiori al 90%, sono attribuibili alle caratteristiche morfologiche di ciascuna zona e alla pressione esercitata dai bacini idrografici costieri.
Partendo dal versante adriatico, il Friuli-Venezia Giulia, con i suoi 70,3 km di costa, registra un’eccellenza del 99,6%, seguito dal Veneto con il 90% su 90,7 km e dall’Emilia-Romagna, che attesta il suo 97,9 km di litorale al 90,9%. Scendendo lungo la penisola, le Marche raggiungono il 96,2% di acque eccellenti su 155,7 km, l’Abruzzo si attesta al 90% su 107,7 km e il Molise si posiziona al 91,7% nei suoi 29,9 km costieri.
La Puglia vanta un quasi perfetto 99,9% di eccellenza lungo gli 881,8 km di costa, mentre la vicina Basilicata ottiene il 99,1% sui suoi 58,2 km affacciati sui due mari.
Sul versante tirrenico, la Calabria registra il 90,1% di acque al top su 604,7 km, la Campania si attesta al 90,6% su 434,7 km, il Lazio raggiunge il 94,3% su 251,9 km e la Toscana si distingue con il 97,4% di eccellenza su 581,1 km, per poi chiudere a nord con l’89% della Liguria sui suoi 325,8 km di litorale. Ottimi risultati arrivano infine dalle isole maggiori, con la Sicilia al 91,7% di mare eccellente su 841,4 km e la Sardegna che tocca il 98,9% lungo i suoi 1.394,2 km di coste.
I criteri di valutazione della qualità delle acque sono suddivisi in quattro classi: eccellente, buona, sufficiente e scarsa. Il monitoraggio si è concentrato su due specifici parametri di contaminazione microbiologica (Enterococchi intestinali ed Escherichia coli), sulla base dei rilevamenti effettuati nelle ultime quattro stagioni balneari.
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