Uno degli aspetti più affascinanti del globo terrestre è la sua varietà: fauna, flora e climi offrono uno spettro infinito di possibilità, dagli ambienti più glaciali del Polo Nord al caldo intenso dei deserti. E ancora più affascinante è osservare come le popolazioni del luogo si siano adattate all’ambiente, da mille punti di vista.
Basta pensare a una giornata fredda: che si tratti di un’occasione rara o della regola, tutti tendiamo a organizzarci di conseguenza, tempo libero incluso. Una bevanda calda e un divano comodo sono la soluzione migliore quando le temperature iniziano ad abbassarsi. E se fa troppo caldo per uscire, il divertimento online si sposta al fresco di un ambiente, magari con l’aria condizionata!
Ma fino a che punto il clima incide sulle nostre abitudine? E come queste vengono stravolte dal cambiamento climatico, che ormai da anni caratterizza tutto il globo?
L’impatto del cambiamento climatico su abbigliamento e moda
Qualche miliardo di anni fa, per combattere il clima rigido gli uomini preistorici usavano le pelli degli animali. Sono passati millenni, ma il concetto di fondo rimane lo stesso: ci adattiamo al clima, sfruttando le risorse di cui possiamo fare avvalerci.
Con il tempo due caratteristiche sono emerse in relazione all’abbigliamento:
- Se fino a qualche decennio fa, la scelta di materiali era più limitata, ad oggi possiamo accedere a una lista molto lunga di materie tessili. Non solo grazie alla possibilità di far arrivare materiali specifici provenienti dall’altra parte del mondo, per la facilità dei trasporti, ma anche per la creazione di tessuti sintetici;
- L’attenzione per l’ambiente e gli animali ha declinato le esigenze del vestiario e della moda con quelle di un uso sostenibile delle fonti, sia di origine animale che vegetale.
Se volessimo estremizzare le esigenze che il clima ci impone di risolvere, potremmo sintetizzare con:
- La necessità di combattere i climi freddi indossando un abbigliamento con una struttura spessa e materiali isolanti, in grado di proteggerci dal freddo e dall’umidità. I modelli Inoltre devono essere quanto più aderenti al corpo, in modo da lasciar passare il meno possibile l’aria dall’esterno;
- All’opposto, le regioni calde dell’Africa e del Medio Oriente ad esempio hanno sviluppato una moda in cui prevalgono vestiti leggeri e ampi, realizzati in materiale traspirante e di origine naturale, in modo da consentire freschezza anche con le alte temperature.
Negli ultimi anni non è ancora arrivata al punto da invertire questi estremi. Tuttavia, il cambiamento climatico ha posto le regioni che si trovano a metà strada a propendere verso il secondo stile di moda, caratterizzato da una maggiore leggerezza e traspirabilità dell’abbigliamento, a scapito di materiali particolarmente pesanti.
L’architettura e lo stile degli edifici
Anche coloro che non hanno viaggiato molto sanno riconoscere l’architettura di un paese nordico da quella di un paese caldo. Tale differenza nel modo in cui vengono costruiti gli edifici non ha una valenza solamente estetica e culturale, ma soprattutto climatica.
Ti sei mai chiesto in che modo il clima possa incidere sull’architettura di una zona?
I Paesi freddi combattono da sempre con climi aspri e inverni particolarmente lunghi. La struttura delle case è stata quindi pensata in modo da elevare il più possibile l’altezza, catturando la luce e il calore del sole. Inoltre porte e finestre sono state progettate per evitare il passaggio dell’aria fredda dall’esterno verso l’interno. Difficilmente, in un Paese nordico, potrai vedere finestre di grandi dimensioni. Altro dettaglio caratteristico sono i tetti dalla forma spiovente, che serve per facilitare lo scivolamento della neve evitando che questa si accumuli per troppo tempo sul tetto della casa, provocando un effetto termico raffreddante;
Totalmente diverse sono le esigenze delle architetture nei Paesi caldi. Qui troviamo edifici caratterizzati da una struttura bassa, proprio per il tentativo anche visivo di allontanarsi dal calore del sole. Per facilitare la circolazione di aria, le finestre e le porte sono ampie e spesso dotate di protezioni, come le zanzariere, per una maggiore fruizione anche nelle ore notturne. Tanti sono gli edifici realizzati con i porticati, per consentire alle persone di ripararsi dalla luce e cercare refrigerio all’ombra. In questo tipo di Paesi, vengono anche predisposti diversi accessi pubblici all’acqua, per dare la possibilità di rinfrescarsi dal caldo e dall’afa.
Anche per quanto riguarda l’architettura, i cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno inciso nelle zone non estremamente fredde. Ad esempio è molto meno frequente la necessità di ricorrere a tetti spioventi, dato che la neve cade molto meno rispetto a qualche decennio fa.
Inoltre, la possibilità di accedere a fonti naturali di calore ha reso possibile optare per abitazioni con un solo piano, senza rischiare una termoregolazione inadeguata all’interno della struttura.
Le sfide future del clima
Se la cultura di un Paese viene plasmata dal clima, cosa accadrà in vista dei recenti cambiamenti che, in misura maggiore o minore, coinvolgono la maggior parte del mondo? Lo spirito di adattamento fa parte dell’uomo e della sua evoluzione. A fronte di eventi estremi, come allagamenti e inondazioni, sarà fondamentale assicurare strutture abitative adatte, che siano realizzate quindi con una costruzione in grado di resistere ai pericoli della zona.
Anche l’ecosostenibilità è una sfida interessante, iniziando dalle nuove tecnologie che consentiranno di utilizzare fonti di energia rinnovabili, permettendo anche un risparmio dei costi per i consumatori.
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