La difficoltà nel reperire assistenti bagnanti è ormai un problema strutturale delle spiagge italiane. Proprio per questo il settore ha bisogno di enti formatori solidi, pienamente operativi e capaci di programmare. In questo quadro, quanto sta accadendo nella Società Nazionale di Salvamento, storica realtà fondata nel 1871, non può essere considerato una semplice vicenda interna. Nel maggio 2025 Mondo Balneare aveva raccontato l’azzeramento del consiglio direttivo disposto dal Tribunale di Genova. Ora la Corte d’Appello di Genova ha definito ancora più chiaramente il quadro.
Regolamento illegittimo, elezioni annullate
La Corte ha rigettato integralmente l’appello presentato dalla SNS e ha annullato l’intera delibera del 6 luglio 2023 con cui era stato approvato il regolamento elettorale e le elezioni del consiglio direttivo del 29 settembre 2023. Secondo i giudici, quel regolamento non si limitava a disciplinare gli aspetti tecnici delle elezioni, ma introduceva sostanziali modifiche al sistema previsto dallo statuto: liste elettorali, collegamento tra presidente e vicepresidente, voto vincolato e limitazioni alla partecipazione. Modifiche che avrebbero richiesto una variazione dello Statuto e quindi quorum diversi, che in quella assemblea non erano stati raggiunti.
La conseguenza è netta: è stata annullata anche l’assemblea elettiva del 29 settembre 2023 e, con essa, l’elezione del consiglio direttivo.
La prorogatio non può diventare la normalità
La Corte non ha invece accolto la richiesta di nominare un commissario giudiziale, ritenendo che non sussista, per le associazioni riconosciute, una norma analoga a quella prevista per le società di capitali che attribuisca tale potere all’autorità giudiziale. A tal proposito, peraltro, si evidenzia che nessuna delle Autorità di vigilanza fino ad oggi coinvolte, ciascuna per le proprie competenze, quali la Prefettura e la Autorità portuale, ha ritenuto di intervenire attraverso la nomina di un commissario.
Per tentare di risolvere la situazione di stallo, la Corte sembra richiamare il principio secondo cui gli organi possono permanere temporaneamente in carica fino alla loro sostituzione, così da evitare la paralisi dell’associazione. Ma sebbene in questo caso non si tratti di semplice scadenza del mandato degli amministratori, bensì di annullamento dell’assemblea in occasione della quale i componenti dell’attuale Consiglio direttivo sono stati eletti, occorre sottolineare che il regime della prorogatio, quand’anche ritenuto applicabile, dovrebbe servire a garantire continuità. Non può trasformarsi in una nuova normalità. La sua funzione dovrebbe essere quella di consentire all’ente di continuare a operare mentre vengono ricostituiti organi pienamente legittimati. Tanto più in una situazione nella quale, oltre all’annullamento delle elezioni del 2023, sei dei nove componenti elettivi del consiglio hanno presentato le proprie dimissioni.
A questo punto il passaggio appare naturale: convocare l’assemblea e restituire ai soci la possibilità di scegliere il nuovo consiglio direttivo nel rispetto dello Statuto. Non si tratta di stabilire chi abbia vinto o perso una battaglia giudiziaria. Si tratta di consentire alla Società Nazionale di Salvamento di tornare a occuparsi pienamente del proprio futuro: formazione, istruttori, strutture territoriali, rapporti istituzionali e nuove generazioni di assistenti bagnanti.
Ogni ulteriore prolungamento della fase transitoria rischierebbe invece di alimentare incertezza proprio mentre il mondo balneare chiede più formazione e più personale qualificato. L’auspicio è quindi semplice: assemblea, regole chiare, nuove elezioni e ripartenza. E, qualora una soluzione non arrivasse rapidamente, sarà inevitabile che soci e autorità competenti valutino gli strumenti previsti dall’ordinamento per favorire il ripristino di una governance pienamente legittimata. Dopo oltre 150 anni di storia, la SNS ha tutte le risorse per superare questa fase. Ma oggi il primo passo è uno solo: restituire la parola ai soci.
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